«Cara Pignedoli, l’ambientalismo c’era, eccome»
REGGIO EMILIA. «Cara leana Pignedoli, devo darti atto di avere avuto l'onestà intellettuale di allargare lo sguardo rispetto a come si sta affrontando il tema dell'espansione edilizia e radicamento...
REGGIO EMILIA. «Cara leana Pignedoli, devo darti atto di avere avuto l'onestà intellettuale di allargare lo sguardo rispetto a come si sta affrontando il tema dell'espansione edilizia e radicamento mafioso a Reggio. Va certamente fatta chiarezza senza ambiguità, cercando di uscire dalla genericità che ha caratterizzato il dibattito di questi giorni»: lo scrive in una nota l’ambientalista Duilio Cangiari: «Come detto più volte anche in altre sedi vi è certamente una responsabilità diffusa che coinvolge l'intricato intreccio tra il sistema politico ed economico a Reggio Emilia. Qualcuno ha fatto finta di non vedere, qualcuno non ha visto ed è stato ingenuamente corresponsabile, d'altra parte "pecunia non olet" ma vi è anche chi non ha niente a che vedere con tutto questo ed anzi con i pochi strumenti a sua disposizione ha provato ad opporsi, certamente commettendo degli errori anche di prospettiva politica, ma si sa alcune battaglie si vincono, altre si perdono». Per Cangiari, dire che la critica ambientalista da sola non è stata in grado di cogliere l'esatta dimensione del problema che stava sotto all'espansione edilizia è «ingeneroso e se mi permetti anche un poco ipocrita». Ecco perché: «Ricordo a te e ai tanti smemorati come venivano trattati gli ambientalisti che provavano ad opporsi e a denunciare le storture e gli effetti nefasti di quanto si stava facendo. Gli ambientalisti hanno sempre chiesto a chi e a cosa fosse funzionale tutto ciò. Le risposte erano sempre quelle: noi creiamo lavoro, voi siete quelli del no, volete farci tornare al medioevo. La cultura profonda e radicata della sinistra tradizionale (non parliamo delle altre) egemone a Reggio era inadeguata al caso, altro che l'ambientalismo!»
«Quindi se chiarezza deve essere fatta , va fatta con onestà intellettuale e a 360° avendo il coraggio di guardare in profondità su ciò che è avvenuto.. In questo modo forse si potranno ricreare le condizioni di serenità per fare il necessario scatto in avanti».
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