Gazzetta di Reggio

Reggio

Ci sono almeno altre tre vittime di Caso

di Elisa Pederzoli
Ci sono almeno altre tre vittime di Caso

Nelle carte dell’inchiesta le intercettazione dell’imprenditore edile che fa anche il dirigente sportivo

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Un imprenditore edile con una società - la Correggese Costruzioni Srl - in attesa di iscrizione nella white list. Una famiglia con figli. E la passione per il calcio: tanto da essere presidente della società sportiva Soccer Correggese. Un “hobby” che condivide anche con Nicola Errichiello - l’altro arrestato - che risulta avere anche lui un ruolo dirigenziale nella società

E' questo il volto pubblico di Giuseppe Caso, il 37enne originario della Campania, ma da tempo residente a Correggio. Quello che l’inchiesta “Don Matteo” ha però svelato è un altro volto però: quello di un usuraio e un estorsore. Sono queste le accuse che gli vengono mosse e che lo hanno fatto finire dietro le sbarre su disposizione del giudice.

Non ci sarebbe solo il caso dell'imprenditore reggiano che ha trovato il coraggio di denunciare e che ha fatto partire le indagini, tra le sue grinfie. Gli investigatori sono convinti infatti che “l'attività” di Giuseppe Caso fosse estesa e contano almeno altre tre vittime.

Nelle carte dell’ordinanza, si fa riferimento a una intercettazione telefonica tra un uomo e l’imprenditore di Correggio. Il primo spiega di aver chiamato Caso per chiedergli dei soldi, 900 euro. «Ma oggi ti servono?» chiede Caso. L'altro risponde: «Sì, entro mezzogiorno». Caso: «E devo te li devo mandare?». L'altro: «Sulla carta, ti do una Postepay». Gli investigatori documentano anche scambi telefonici successivi, in cui Caso si lamenta con l'altro perchè ancora non gli ha restituito il denaro, di aver aspettato troppo. Infine, gli ricorda di darsi da fare e che ovunque andrà nessuno gli darà ragione, perchè era stato lui stesso a chiedergli il denaro.

Le indagini documentano i dialoghi anche con altri due soggetti. Con questi, gli scambi telefonici sono frequenti, quotidiani. Caso, talvolta, usa un linguaggio criptato: parla di prosciutti per riferirsi al denaro che loro gli devono. Mostra due facce con le sue vittime: spesso li pressa, insiste per avere i soldi; altre volte fa l'amico, conferma loro che gli vuole bene e che la cosa che conta è la loro amicizia. Un “bastone e carota” continuo che tiene sempre più attaccate le vittime a lui.

Ma quando mostra la faccia cattiva, le sue sono minacce vere e proprie. A un uomo che gli deve soldi e non riesce a restituirglieli gli chiede se abbia ricevuto lo stipendio e che se quando lo riceverà non provvederà a pagare, andrà a fargli perdere il posto di lavoro, giurando sulla figlia che darà seguito alla sua minaccia. Ne sa qualcosa l'imprenditore che lo ha denunciato, e che ha dovuto a Caso interessi che gli investigatori hanno calcolato tra il 177,31% al 233,80%. Continue le pressioni sulla vittima: «Diventerò il tuo incubo e l'unica cosa che dovrai fare per togliermi di dosso è spararmi».

Poi, restano da capire le sue «amicizie» di peso. Come quella con Nicolino Sarcone.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google