Come difendersi da bulli e truffe
San Polo: consigli della polizia agli studenti delle scuole medie per evitare guai anche su internet
SAN POLO. «Se la prendono con i più deboli, affrontano una persona sola in 4, qualcuno riprende l’aggressione e la diffonde in internet: non chiamateli bulli ma vigliacchi». Lo ha sottolineato il comissario Mario Scarapellini, fino a 3 anni fa comandante della sezione Polizia delle comunicazioni di Reggio, durante la lezione dell’attuale comandante, il sovrintendente capo Luigi Quaglio a 180 studenti della scuola media statale Petrarca nella giornata internazionale della sicurezza informatica, con consigli per il corretto uso di internet e dei cellulari e per difendersi dalle truffe, ma anche su come comportarsi di fronte a bullismo e cyberbullismo. «Non dovete essere complici: se vedete qualcuno che subisce angherie dovete avvisare l’insegnante, se succede a scuola; il 112 o il 113 se fuori dalla scuola. Non sono scherzi ma reati. Se colpisco qualcuno, sono percosse; se gli procuro dei danni, sono lesioni; se dico ad una persona “buttati” e quella si butta, è istigazione al suicidio. Tutto quello che scrivete sui social è rintracciabile e la polizia scopre sempre chi è stato».
«Durante una lezione in una scuola superiore della zona ceramiche – ha ricordato Luigi Quaglio – una ragazza ha cominciato a piangere. Al termine un’amica ci ha rivelato che era vittima di sexting, invio in rete di foto e video hot. Grazie a questo intervento, quella ragazza ora non è più vittima di cyberbullismo». La pubblicazione di foto osé tramite social e cellulari, 2 anni fa, era diventata quasi una mania tra i minorenni (il reato: diffusione di materiale pedopornografico). Tanti i consigli per un corretto utilizzo di internet: non acquistare abiti o telefoni a prezzi troppo bassi, se sono rubati si incorre nel reato di ricettazione; fare il backup di foto e dati; scaricare le app che permettono di ritrovare il cellulare in caso di furto o marrimento; non frequentare siti che non si conoscono e che offrono tutto gratis perché sono pieni di virus; salvaguardare i diritti d’autore e non scaricare film e musica illegalmente. «Voi scaricate spesso le applicazioni da Aptoide, ma è pericoloso perché le app non sono certificate da Android», ha detto Quaglio. Leggere bene cosa offrono le finestre che si aprono perché a volte carpiscono abbonamenti. Cancellare sms strani e non richiamare numeri sconosciuti perché rubano denaro.
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