Malattie intestinali, la prevenzione parte dalle scuole
Reggio Emilia, al via il progetto di sensibilizzazione “Sono amico di Amici”. Ogni anno diagnosticati 135 nuovi casi
REGGIO EMILIA. L’acronimo M.I.C.I. sembra accattivante. Ma, in realtà, indica gli effetti come stanchezza cronica e forti coliche addominali che colpiscono chi soffre delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Che accattivanti lo sono molto meno. Una patologia cronica e tipica dell’età giovanile, che colpisce oltre 200 mila persone in Italia e che causa in molti casi una disabilità invisibile, spesso incomprensibile agli stessi amici e ai familiari.
Sono alcune migliaia i reggiani che ne soffrono (anche se mancano dati certi), ma gli ultimi studi segnalano nella nostra provincia un aumento di queste malattie, tipiche delle società a forte sviluppo industriale proprio come Reggio, dove ogni anno sono 135 i nuovi casi diagnosticati.
Per far conoscere una patologia cronica come la colite ulcerosa o la malattia di Crohn ( che nel 10% dei casi è diagnosticata entro il 18esimo anno di età e nella stragrande maggioranza dei casi entro i 35 anni), l’Associazione nazionale malattie infiammatorie croniche intestinali ha deciso di partire proprio da Reggio per avviare un progetto pilota di sensibilizzazione e di informazione. Soprattutto dei giovanissimi.
«A Reggio – sottolinea il direttore generale dell’associazione, Salvatore Leone – c’è una particolare sensibilità nei medici, nei volontari e nelle istituzioni. Dall’azienda ospedaliera alle scuole». Per queste ragioni, da domani partirà il progetto pilota “Sono amico di A.m.i.c.i.”, che prevede incontri con le scuole con l’obiettivo di diffondere tra giovani una maggiore conoscenza di questa patologia e insegnare a riconoscerne i sintomi in modo precoce. Si parte con le classi di quarta e quinta dell’Istituto Zanelli.
Obiettivo è anche quello di veicolare tra i giovani il messaggio che chi è colpito da questa patologia non deve isolarsi o essere emarginato.
La diagnosi precoce per questa malattia cronica, da cui non si guarisce, resta la strada principale per garantire una miglior qualità della vita.
«I sintomi più comuni – spiega la dottoressa Marina Beltrami, responsabile del Centro malattie infiammatorie dell’ Intestino dell’ Asmn – sono stanchezza, dissenteria coliche addominali ed è importante arrivare presto a una diagnosi di queste patologie per evitare un suo aggravamento, interventi chirurgici e ricoveri ospedalieri».
Insomma non è un semplice mal di pancia, ma è una patologia che in molti caso porta con sé i rischi di emarginazione, isolamento, disagio con gli amici e i colleghi di lavoro. «O peggio ancora - aggiunge Leone – discriminazioni sul posto di lavoro nella convinzione di trovasi di fronte a un “lavativo” che accusa malesseri immaginari e non a una persona sofferente». Si parte da Reggio. Ma l’obiettivo dell’associazione è quello di esportare questo progetto in tutta Italia, creando un registro nazionale su questa patologia.
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