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Tecnogear li licenzia in tronco: è sciopero

di Enrico Lorenzo Tidona
Tecnogear li licenzia in tronco: è sciopero

Consegnate tre lettere, una a un delegato Fiom. Gli operai incrociano le braccia per tre giorni: «Vogliamo il reintegro»

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CAVRIAGO. Tre operai licenziati in tronco, facendo leva sulla norma introdotta dalla legge Fornero, hanno fatto scattare una giornata di sciopero ieri alla Tecnogear di Corte Tegge, a Cavriago. Una situazione di difficile soluzione, al momento, nonostante ieri pomeriggio sia subito avvenuto un primo confronto in azienda con i funzionari sindacali delle tute blu della Cgil.

Parliamo di un’azienda con 80 dipendenti, buona parte operai, controllata da diversi soci e già partecipata anche dal Credem Private Equity. Si tratta di una vera e propria fabbrica, specializzata nella progettazione e produzione di ingranaggi di precisione, inserita nella filiera della trasmissione di potenza nella quale Reggio è regina.

Mercoledì, in sede, è avvenuto un incontro tra i vertici dell’azienda e i delegati di fabbrica, tutti con tessera della Fiom. Invece che parlare di organizzazione dei turni, i sindacalisti si sarebbero visto consegnare tre lettere di licenziamento destinate ad altrettanti colleghi, uno di questi delegato Fiom dopo i casi di Ferrara, Bologna e Modena, oggetto ieri di una manifestazione di protesta nel modenese per ottenere il reintegro proprio di un Rsu.

I licenziamenti comunicati dall’azienda di Cavriago sono «per giustificato motivo oggettivo» ma senza che i lavoratori o i sindacalisti ne avessero avuto avvisaglia. Si tratta infatti di tre licenziamenti individuali che esulano dalla comunicazioni di difficoltà e che rompono il rapporto di fiducia e la pace sindacale. Non appena saputo dei licenziamenti, gli operai hanno quindi indetto le prime 8 ore di sciopero. In questi anni di crisi, fanno sapere i sindacalisti, l'azienda non ha utilizzato alcun tipo di ammortizzatore sociale, ha lavorato con straordinari fino a luglio 2015 e risultano assunzioni di personale fino allo scorso autunno.

«Siamo di fronte a un imbarbarimento delle relazioni sindacali che consideriamo inacettabile - dice il segretario provinciale della Fiom, Sergio Guaitolini - Qui hanno messo sulla strada tre persone. Abbiamo chiesto un incontro ma c’erano solo dei consulenti, ai quali abbiamo comunque comunicato che prima di tutto questi licenziamenti devono essere ritirati. Se l’azienda lo farà si potrà tornare a parlare assieme, anche si eventuali ammortizzatori sociali se serve. Se non fanno un passo indietro andremo per via legali».

Gli operai hanno indetto anche per oggi altre 8 ore di sciopero con presidio davanti alla fabbrica di via Curiel. «Temiamo che l’arroganza di certe imprese stia aumentando in modo sconsiderato utilizzando gli spazi concessi dalle riforme» conclude Guaitolini.

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