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Troppi furti per colpa delle slot: un bar le toglie tutte

di Evaristo Sparvieri
Troppi furti per colpa delle slot: un bar le toglie tutte

Reggio Emilia, undici i colpi subiti nel giro di pochi anni e con gravi danni: la titolare rinuncia all’azzardo

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REGGIO EMILIA. Non ce la faceva più. Troppi furti. E allora ha preso una decisione drastica e controcorrente: via le videoslot, considerate un’esca troppo appetibile per ladri in cerca di soldi facili. È la decisione presa da Sabrina Montanari, che da sette anni gestisce il Bar Gran Roques in via Settembrini. Un locale preso continuamente di mira dai ladri, che per ben undici volte in pochi anni hanno devastato la porta d’ingresso a caccia di monetine, facendo poi razzia di tutto ciò che capitava loro a tiro.

L’ultimo colpo lo avevano subito nel settembre scorso, quando i ladri avevano portato via anche liquori e un centinaio di euro dal registratore di cassa, facendo incetta di tabacchi e biglietti degli autobus. Era il quarto colpo subito solo nel 2015. Ma anche gli altri anni non era andata affatto meglio.

Ogni volta poi si doveva ripartire da capo, facendo la conta dei danni. Per questo motivo, giovedì mattina Montanari ha preso la decisione risolutiva, quando le due macchinette sono state portate via, nella speranza che questo gesto disincentivi in qualche modo il verificarsi di nuovi colpi.

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«Abbiamo deciso di mettere le macchinette circa cinque anni fa – racconta Sabrina Montanari – Dopo due anni di gavetta, avevamo pensato che fosse una buona idea. Ma da allora abbiamo subito furti in continuazione, fino ad arrivare ad un totale di undici. Non ce la facevamo proprio più».

Due erano le macchinette presenti nel locale. Ed entrambe sono state rimosse. «Ormai per le macchinette facevamo fatica anche ad ottenere i risarcimenti dall’assicurazione – aggiunge la donna – praticamente ogni mese ci presentavamo per denunciare un nuovo furto. Erano le macchinette ad attrarre i ladri. Lì potevano sempre trovarci soldi facilemente».

L’afflusso di utenti alle due video-slot non era ovviamente paragonabile a quello di una vera sala giochi. E, secondo la donna, negli ultimi tempi – complice la crisi che ha colpito un po’ tutti – il numero di giocatori e giocate era anche diminuito. Un motivo in più dunque per sbarazzarsi delle due slot, considerate il vero bersaglio dei balordi.

«Non temo di perdere clientela senza macchinette – conclude Montanari – anche perché il livello dei giocatori si è abbassato nell’ultimo periodo. Abbiamo deciso di dire basta perché non solo non guadagnavamo niente dalle videoslot, ma ormai eravamo addirittura arrivati a rimetterci: ogni volta solo per riparare la porta ci volevano almeno tremila euro. Insomma, sono di più i danni che quello che abbiamo incassato. E ormai eravamo davvero stufi di avere sempre il locale ko e dover ricominciare daccapo».

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