"La maggioranza dei cutresi sono onesti e laboriosi"
L'ex assessore del comune crotonese scrive ai reggiani: lasciate perdere chi cerca di pescare nel torbido
CUTRO. La nuova Amministrazione che si insedierà dopo le prossime elezioni comunali che si svolgeranno tra pochi mesi dovrà avere tra i suoi punti prioritari la ripresa del dialogo con il Comune di Reggio Emilia e con le istituzioni reggiane al fine di rafforzare il rapporto tra le due comunità che in passato ha raggiunto livelli alti di collaborazione attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa e l’attuazione di un gemellaggio tra gli allora sindaci di Reggio Emilia e Cutro Antonella Spaggiari e Salvatore Migale.
Voglio innanzitutto affermare che la stragrande maggioranza della popolazione cutrese è gente onesta, dedita ai valori della famiglia e del lavoro e lo ha dimostrato in tanti anni di sacrifici per migliorare le proprie condizioni economiche e sociali e nello stesso tempo contribuendo allo sviluppo edilizio ed economico della città di Reggio e del suo interland, facendo studiare i propri figli che sono diventati professionisti, imprenditori e lavoratori specializzati. Tanti di questi giovani sono nati a Reggio Emilia e in molti comuni della sua provincia dove sono cresciuti e hanno studiato ben integrandosi nella società reggiana.
Reggio Emilia, una città con una storica tradizione democratica e popolare ha accolto con simpatia e generosità i tantissimi lavoratori cutresi i quali hanno ricambiato l’ospitalità amando Reggio come se fosse la loro stessa città. Condivido quanto affermato dall’on. Paolo Gandolfi e lo ringrazio per la sua onestà intellettuale a differenza di chi tenta di pescare nel torbido strumentalizzando dichiarazioni inaccettabili da chiunque e che con certezza quella stragrande maggioranza di cutresi perbene non condivide e non si riconosce in alcun modo.
Proprio perché la criminalità organizzata esiste ed è ben presente a Cutro come a Reggio Emilia, abbiamo il dovere come classe dirigente di entrambe le comunità a fare fronte comune unendo le due comunità e, come afferma Gandolfi, distinguere, e non si può fare diversamente, tra persone oneste e mafiosi, cancellando una discriminazione e un clima pesante verso i calabresi e i cutresi.
La storia di Reggio Emilia e di Cutro non è quella della “ndrangheta ma quella del lavoro, dello sviluppo e della solidarietà di due comunità quella reggiana e quella cutrese che proprio attraverso il lavoro e il sacrificio di diverse generazioni ha saputo riscattarsi e progredire.
Due comunità che hanno lavorato insieme rispettandosi reciprocamente e hanno suggellato l’amicizia di tanti rappresentanti istituzionali e sindacali, di tanti cittadini e lavoratori in circa 50 anni di storia comune.
Reggio Emilia la città dei partigiani e del tricolore saprà sicuramente come fare per superare questa crisi economica che ha messo in discussione il benessere di tanti imprenditori e lavoratori e questo fenomeno criminale che ha penalizzato fortemente entrambe le comunità ma principalmente la stragrande maggioranza dei cittadini cutresi onesti e laboriosi.
In un nuovo clima di rispetto e di collaborazione tra le due comunità, gli imprenditori e i lavoratori cutresi insieme ai futuri amministratori sapranno certamente fare la loro parte.
* Già assessore Comune di Cutro
Cutro lì, 13 Febbraio 2016.
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