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Pd-M5S, è bagarre in Antimafia

Pd-M5S, è bagarre in Antimafia

Mirabelli: «Nessun caso Reggio in commissione, non siamo al soldo della Casaleggio&Associati»

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REGGIO EMILIA. Alla fine anche l’esame del “caso Reggio” davanti alla commissione parlamentare Antimafia diventa un caso. Politico. E, manco a dirlo, ancora una volta lo scontro è tra Pd e M5S. La commissione parlamentare antimafia non avrebbe mai esaminato la richiesta del Movimento 5 Stelle dell'apertura di un'inchiesta su Reggio Emilia, che coinvolga i sindaci degli ultimi 30 anni. Lo afferma il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd in commissione. Ce l’ha con il vice presidente della Commissione, il parlamentare grillino Luigi Gaetti: «Faccio parte dell'ufficio di presidenza della commissione e nulla di tutto ciò è accaduto. Questa abitudine del M5S di considerare la Commissione antimafia una succursale della Casaleggio & Associati, da utilizzare a piacimento per la loro propaganda, è una pratica inaccettabile che delegittima il lavoro di un'importante commissione di inchiesta». Per questo, prosegue Mirabelli, «chiederemo, nel prossimo ufficio di presidenza, alla presidente della commissione di assumere provvedimenti, ancor più necessari visto che è proprio un vicepresidente a preoccuparsi di diffondere notizie false».

La replica di Gaetti non si è fatta attendere, anche se non si parla più di inchiesta sul caso Reggio: «Nelle ultime due sedute di Ufficio di Presidenza - dice l’esponente del movimento 5 Stelle - Mirabelli sa benissimo che abbiamo parlato anche di questo, ponendo la questione di affrontare il 'caso Reggio Emilià. Lui si è opposto la prima volta e nella seduta di mercoledì ha dichiarato di non volersi nemmeno esprimere sulla questione. Lo stesso Mirabelli sa che la Presidenza richiederà informazioni su tutti i nuovi fascicoli aperti in Emilia Romagna ed ha chiesto una relazione scritta alla nostra delegazione».

A prendersela con i grillini c’è anche l’ex M5S Maria Mussini, la senatrice reggiana oggi vice presidente del Gruppo Misto a Palazzo Madama. «Se è vero - dice - come sostiene il senatore Franco Mirabelli, che nell’ufficio di presidenza dell’Antimafia non è stata mai discussa la proposta dei Cinquestelle di approfondire il caso Reggio Emilia con la convocazione di tutti i protagonisti politici e tecnici degli ultimi 20 anni, saremmo di fronte a un fatto grave che rischia di compromettere il ruolo e il lavoro dell’intera Commissione. Le vicende che riguardano il più grande processo per criminalità organizzata in Emilia Romagna - attacca Mussini - non meritano di ridursi a mero strumento di ribalta mediatica per il M5s». Poi la Mussini sottolinea l’importanza di lasciar da parte le polemiche politiche e seguire i fatti, in particolare quelli del processo Aemilia. «Per me, che lavoro da mesi perché si tenga ben ferma la barra sull’accertamento processuale dei fatti, tutto ciò, se confermato, sarebbe doloroso. Per ingenuità o malafede, infatti - conclude - si finirebbe solo col facilitare il malaffare che si nutre del torbido, invece di aiutare la lotta alle mafie».

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