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l’intervento dalla calabria

«Cutresi, la maggioranza è onesta e laboriosa»

«Cutresi, la maggioranza è onesta e laboriosa»

Lorenzano, ex assessore di Cutro: «Riprendiamo il dialogo come ai tempi della Spaggiari»

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REGGIO EMILIA. È preoccupato, in quanto cutrese ed ex amministratore del piccolo paese della Calabria, per i giudizi al nord sui suoi concittadini. Per questo motivo Antonio Lorenzano è voluto intervenire, chiedendo la pubblicazione di una sua lettera. Chiede alla futura amministrazione di Cutro di riavviare subito il dialogo con il comune di Reggio Emilia «al fine di rafforzare il rapporto tra le due comunità» come avvenne all’epoca del sindaco Antonella Spaggiari e Salvatore Migale. «Voglio innanzitutto affermare che la stragrande maggioranza della popolazione cutrese è gente onesta, dedita ai valori della famiglia e del lavoro e lo ha dimostrato in tanti anni di sacrifici per migliorare le proprie condizioni economiche e sociali e nello stesso tempo contribuendo allo sviluppo edilizio ed economico della città di Reggio e del suo interland, facendo studiare i propri figli che sono diventati professionisti, imprenditori e lavoratori specializzati. Tanti di questi giovani sono nati a Reggio Emilia e in molti comuni della sua provincia dove sono cresciuti e hanno studiato ben integrandosi nella società reggiana. Reggio Emilia, una città con una storica tradizione democratica e popolare ha accolto con simpatia e generosità i tantissimi lavoratori cutresi i quali hanno ricambiato l'ospitalità amando Reggio come se fosse la loro stessa città. Condivido quanto affermato dall'on. Paolo Gandolfi e lo ringrazio per la sua onestà intellettuale a differenza di chi tenta di pescare nel torbido strumentalizzando dichiarazioni inaccettabili da chiunque e che con certezza quella stragrande maggioranza di cutresi perbene non condivide e non si riconosce in alcun modo. Proprio perché la criminalità organizzata esiste ed è ben presente a Cutro come a Reggio Emilia, abbiamo il dovere come classe dirigente di entrambe le comunità a fare fronte comune unendo le due comunità e, come afferma Gandolfi, distinguere, e non si può fare diversamente, tra persone oneste e mafiosi, cancellando una discriminazione e un clima pesante verso i calabresi e i cutresi. La storia di Reggio Emilia e di Cutro non è quella della ’ndrangheta ma quella del lavoro, dello sviluppo e della solidarietà di due comunità quella reggiana e quella cutrese che proprio attraverso il lavoro e il sacrificio di diverse generazioni ha saputo riscattarsi e progredire».

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