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In fiamme il giaciglio di un senzatetto

In fiamme il giaciglio di un senzatetto

Allarme per fumo e odore acre dal secondo piano: a provocare il rogo forse il braciere di fortuna di chi qui ci abita

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REGGIO EMILIA. Il fumo nero che usciva dai varchi del secondo piano. L’allarme lanciato da alcuni passanti. E la corsa di vigili del fuoco e polizia. Nel timore che a bruciare fosse un’auto. Invece, l’incendio divampato ieri mattina all’interno del parcheggio Gasometro di via Paterlini zona tribunale non ha coinvolto alcuna vettura: a essere avvolto dalle fiamme è stato un giaciglio di fortuna, allestito da chi in questo scheletro di cemento armato a due passi dal centro storico ha trovato rifugio. L’allarme è scattato verso le 13.30. Nel giro di pochi istanti, il fumo ha invaso tutto. Così come l’odore acre che le fiamme hanno sprigionato. L’intervento dei vigili del fuoco ci ha messo poco a domare il piccolo incendio, posto al secondo piano nel lato che dà su via Dal Verme. Quello che a fiamme spente si è disvelato, però, è ancora una volta un quadro di degrado, solitudine e di vita ai margini: le fiamme sono partite da un giaciglio, forse per un fuoco accesso per farsi caldo. In un angolo trasformato in rifugio di fortuna.

Non è una novità perchè questo parcheggio a piani che dovrebbe essere un punto di riferimento per chi frequenta il centro, di fatto è diventato uno dei posteggi evitato dalla gente: il via vai di spacciatori, ladri e tossicodipendenti che si aggira da queste parti fa paura. Specie alle donne sole.

Ne sa qualcosa chi da queste parti ci vive e ci lavora. Qualche anno fa, allo stesso piano del parcheggio ed esattamente nello stesso punto in cui è scoppiato l’incendio, una coppia di fidanzati con tanti problemi sulle spalle aveva parcheggiato qui la loro auto e l’aveva fatta diventare la loro casa. Una situazione di degrado estremo che si è protratta a lungo, sino a che il loro caso è diventato noto e le forze dell’ordine sono ripetutamente intervenute.

A distanza di tempo, però, la condizione del parcheggio è lungi dall’essere cambiata. La novità è che parte dell’edificio è interdetto al traffico. Ai piani superiori non si può andare. Le auto non ci possono andare. Resta infatti frequentato da persone che si addentrano tra le sue corsi a piedi. Di giorni sono giovani e giovanissimi, per giochi in skate, bicicletta o in cerca di un momento in disparte. Ma per senzatetto e soprattutto per tossicodipendenti questo edificio per le auto è diventata una casa. I letti sono i mezzi che Till ha in deposito qui. Saccheggiati e trasformati in rifugi. Una condizione che nonostante buoni propositi e timidi tentativi di cambiamento, non sembra per il momento superabile. (el.pe)

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