Incontri anti-Cirinnà, bufera sulle scuole
Correggio, ProVita: «Gli studenti vanno educati» Sel: «Uso errato della scuola pubblica». Malavasi: «Non prendiamo parte»
CORREGGIO. È polemica dopo la partecipazione di una settantina di studenti del liceo Corso e dell’istituto Einaudi all’incontro che si è tenuto venerdì mattina alla sala XXV Aprile di via per Campagnola, dal titolo: “La difesa della famiglia in Italia e nel mondo”.
L’appuntamento era riservato agli studenti e ne seguiva un altro con gli stessi contenuti, svoltosi la sera precedente e aperto al pubblico. Promotore dell’iniziativa è il circolo culturale Pier Giorgio Frassati, associazione ProVita.
A dir poco indignati moltissimi genitori i cui figli frequentano le due scuole, i quali contestano che «due istituzioni pubbliche permettano a ragazzi, molti dei quali minorenni, di partecipare ad un appuntamento pensato per i giovani, che sono il primo bersaglio della propaganda omosessualista dilagante».
Interpellate telefonicamente, le due scuole dicono di non avere segnalazioni di classi che hanno partecipato, seppure, «il volantino dell’iniziativa fosse appeso nei locali della scuola», affermano dal liceo Corso.
«Questo perché sono i singoli consigli di classe che decidono, e venerdì mattina, nel corso di un incontro pensato appositamente per loro, c’erano diversi studenti del liceo Corso e dell’Einaudi – conferma Fernanda Foroni, presidente dell’associazione ProVita –. Il relatore era l’ambasciatore russo del congresso mondiale delle famiglie all’Onu, Alexej Komov, e ha partecipato anche il nostro presidente, Antonio Brandi. Entrambi sono esperti di famiglia. Noi pensiamo che ai ragazzi vada data una corretta educazione all’affettività: la famiglia è formata da maschio e femmina. Il rispetto per chi fa scelte diverse non va messo sullo stesso piano della famiglia naturale».
«Mi spiace – prosegue Fernanda Foroni – se famiglie di ragazzi si sono indignate, ma stiamo andando verso un’incredibile deriva morale che bisogna arginare. E bisogna aiutare questi ragazzi a capire che se fuori sei maschio ma dentro ti senti femmina non va benissimo. Mentre oggi i giovani sono confusi e in certi casi potrebbe prevalere la moda che se sei gay, sei fico».
Contro l’iniziativa si schiera Cosimo Pederzoli, del coordinamento provinciale di Sel. «Questo è utilizzo errato di momenti formativi scolastici pubblici. Non si può permettere una propaganda politica del genere. Questa è una deriva pericolosa: tanto più se ciò avviene in accordo con le scuole. I presidi dovranno rispondere in qualche maniera. Tutto ciò fa capire il clima in cui si vive: si parla di lobby gay, ma in questo caso c’è una lobby cattolica. Come Sel faremo tutte le verifiche del caso. Vogliamo capire. Ci riserviamo di valutare atti come interrogazioni e interpellanze a tutti i livelli».
Il sindaco Ilenia Malavasi dice che «l’iniziativa non è sostenuta né dal Comune, né da alcun membro dell’amministrazione. Non vi prendiamo parte in alcun modo».
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