«Nessuna privatizzazione Iren ci sta solo aiutando»
Il sindaco di Reggio Luca Vecchi risponde alle accuse della Camera del Lavoro «Non vogliamo escludere nessuno, nei prossimi giorni incontrerò la Cgil»
REGGIO EMILIA. «Nessuno ha mai parlato, né tantomeno pensato, di privatizzare l’archivio storico delle Reggiane».
Non lascia spazio a equivoci il sindaco Luca Vecchi, e approfitta dell’inaugurazione della mostra degli studenti di “It’s Maker” allo Spazio Gerra per rispondere alle accuse della Cgil contrariata – e anche preoccupata – per essere stata esclusa da qualunque decisione relativa all’archivio dell’azienda che ha contribuito a fare la storia della città.
«Per una convenzione approvata dalla giunta comunale – avevano spiegato Ramona Campari della segreteria camerale e Luciano Berselli del Centro studi R60 della Cgil – Iren metterà 400mila euro per costituire in un capannone delle ex Reggiane un nuovo archivio in cui far confluire tutta la documentazione relativa alla storia del lavoro e delle imprese di Reggio. Ma noi non siamo d’accordo che l’archivio delle Reggiane sia gestito da un’azienda privata».
«Iren non gestirà l’archivio – replica Vecchi – si è semplicemente offerta di aiutare il Comune a valorizzarlo e renderlo accessibile a tutti. Diciamo che, essendo un’azienda privata a gestione pubblica, ha voluto restituire qualcosa alla sua città. Non credo ci sia nulla di male nell’usare risorse private per conseguire obiettivi pubblici, ma non ci sogneremmo mai di privatizzare un patrimonio storico-culturale così importante per la città. E d’altra parte – aggiunge per i più scettici – se l’amministrazione comunale non avesse considerato di interesse pubblico l’archivio delle ex Reggiane, perché avrebbe dovuto salvarlo dall’abbandono, conservarlo in questi anni nel Polo archivistico comunale degli ex Stalloni, e poi catalogarlo, organizzarlo e infine decidere di spendere risorse per portarlo alla città?».
Resta il fatto, però, che nel comitato scientifico del nuovo polo archivistico la Cgil – proprietaria di parecchio materiale che documenta soprattutto l’aspra lotta di classe combattuta nello scorso secolo – non c’è, mentre Iren sì. «La storia delle Reggiane – avevano sottolineato Campari e Berselli – è stata segnata da una forte conflittualità sociale e politica che non deve in nessun modo essere ripulita e cancellata».
«Non avverrà nulla di simile – assicura il sindaco –. E se è vero che Iren, avendo messo a disposizione 400mila euro in tre anni, farà parte del comitato, non si può ignorare la presenza della sovrintendenza archivistica di Bologna, di Istoreco e dell’università». Anche per il Comune, insomma, il nuovo polo archivistico è prima di tutto un’opportunità culturale per la città.
«Proprio per questo – conferma Vecchi– abbiamo in mente il progetto, che per il momento è soltanto ideale, di collocare l’archivio delle ex Reggiane, e magari anche delle altre importanti aziende manifatturiere della città, in una sede espositiva fissa all’interno dell’area del Tecnopolo. Credo che sarebbe il modo più giusto per valorizzarlo. In ogni caso – conclude – siamo assolutamente aperti al dialogo e non vogliamo certo escludere la Cgil: ci incontreremo in settimana».
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