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«Chiamiamolo Comune di Tannetum»

«Chiamiamolo Comune di Tannetum»

Fusione, “Cambia Sant’Ilario” propone uno stemma con l’Enza, la via Emilia e il motto di Alcide Cervi

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SANT’ILARIO. Il gruppo consiliare “Cambia Sant’Ilario” propone di chiamare Tannetum il Comune che nascerà dalla fusione di Sant’Ilario, Campegine e Gattatico, sempre che il referendum popolare opti per l’unificazione. «Il cantiere della fusione dei Comuni ha compiuto un passaggio decisivo – afferma il gruppo consiliare – con la richiesta avanzata dai tre Comuni alla Regione di indire il referendum nel quale i cittadini avranno la parola decisiva per l'approvazione o la bocciatura del progetto. Per procedere, la fusione dovrà essere approvata in ciascuno dei tre Comuni, per cui se anche in uno solo dei Comuni prevalesse il "no" tutto il percorso si fermerebbe. Probabilmente il referendum si terrà in autunno, tra un paio di mesi sapremo quale sarà la decisione della Regione. Nel caso in cui l'esito del referendum fosse positivo, dal 1° gennaio 2017 i 3 attuali consigli comunali verrebbero sciolti e sostituiti da un commissario prefettizio fino allo svolgimento delle elezioni per il nuovo Comune, da tenere entro pochi mesi nella primavera dello stesso anno. Il nostro movimento è pienamente convinto della validità della fusione e si impegnerà fin dalle prossime settimane a spiegare le proprie ragioni a tutti i cittadini interessati. Potremo così contribuire a colmare i vuoti informativi lasciati nei mesi passati, a causa di una gestione inadeguata e burocratica da parte degli attuali amministratori. Un esempio non irrilevante della superficialità e dell'improvvisazione con cui si è proceduto riguarda l'individuazione del nome del nuovo Comune unico. La legge prevede che anche il nome sia scelto dai cittadini con il referendum, sulla base di una rosa di proposte approvate dai consigli comunali. Un fantomatico Comitato scientifico, del quale non abbiamo saputo nemmeno la composizione, avrebbe proposto una rosa, poi fatta propria dai consigli comunali nelle proprie deliberazioni. Citiamo i nomi: Oltr'Enza, Terre dei Fratelli Cervi, Campidenza, Terre dei Fontanili, Tannetum, Val d'Enza Nord, Piana dell'Enza, Pianure Matildiche». Per il gruppo, la rosa è troppo ampia e i nomi sono in gran parte inadeguati. “Cambia Sant’Ilario” sostiene la proposta che fa riferimento «all’esperienza storica di Tannetum, che già alla fine del III secolo avanti Cristo aveva affermato la presenza di Roma sul nostro territorio. E' in discussione al nostro interno la scelta tra il nome latino, Tannetum appunto, o quello italiano di Taneto: in casa nostra prevale l'orientamento per il latino. Al solo scopo di stimolare il confronto, che deve essere il più aperto e partecipato possibile, avanziamo anche una prima proposta per lo stemma del nuovo Comune. I due segni principali sono quello verticale sulla sinistra, che richiama l'Enza, e quello orizzontale che rappresenta la via Emilia. Il territorio agricolo è evocato dal verde dei prati stabili e dal giallo dei cereali. Al centro la tipica forma geometrica del "castrum" romano, che indica l'insediamento di Tannetum. Abbiamo ritenuto importante stabilire un ponte tra l'antichità e le attuali istituzioni nate dalla Resistenza, richiamando un famoso motto di Alcide Cervi: “Dopo un raccolto ne viene un altro". Naturalmente non abbiamo nessuna pretesa di avanzare una proposta intoccabile, anzi; ma vogliamo contribuire a suscitare interesse anche sulla scelta del nome del nuovo Comune, perché non ci sembra un elemento secondario. Avanti con le valutazioni e le proposte».

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