Gazzetta di Reggio

Reggio

Il blitz animalista alle Fiere finisce tra spinte e insulti

di Enrico Lorenzo Tidona
Il blitz animalista alle Fiere finisce tra spinte e insulti

Fuori striscioni del Fronte, dentro altri animalisti chiamano Ausl e polizia per denunciare le condizioni degli esemplari facendo arrabbiare gli espositori

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REGGIO EMILIA. Spinte, qualche insulto e l’intervento della polizia per sedare gli animi. Si è conclusa così una mattinata all’insegna della tensione, salita alle stelle ieri quando una decina di animalisti si sono presentati alle fiere di Mancasale per protestare contro i seicento espositori di canarini, colombi, polli e conigli in mostra e in vendita nell’ambito dell’undicesima edizione della manifestazione “Un amore di canarino” organizzata nel giorno degli innamorati.

A metà mattina si sono presentate davanti ai cancelli di via Filangieri ben due associazioni differenti di animalisti. La prima è il Fronte Animalista, che ha messo in scena una protesta con striscioni per ribadire che «gli animali non sono merce» e chiedendone quindi la liberazione.

Gli altri animalisti in azione, invece, erano quelli del Movimento etico tutela animali e ambiente dell’Emilia-Romagna (Meta), che dopo aver effettuato un giro tra gli stand hanno richiesto l’intervento dei veterinari dell’Ausl e della polizia per verificare lo stato di salute degli animali in gabbia. Le foto scattate agli stand da parte degli animalisti ha fatto arrabbiare gli allevatori e i commercianti che tenevano migliaia di uccelli e animali “ornamentali” in gabbia. La mattinata, proceduta senza intoppi fino a quel momento, è stata squassata fin dentro l’area espositiva dalle proteste degli animalisti che hanno avuto un aspro confronto con i commercianti. Tra i due fronti la situazione si è fatta via via sempre più tesa. I volontari del Meta, accompagnati da veterinari e dagli agenti della questura, hanno avuto un alterco con uno degli espositori, osteggiati anche dagli animalisti del Fronte che a loro volto sono entrati in fiera. Da lì sono cominciate le spinte e gli insulti nonostante la presenza di poliziotti e dei vigili urbani. «Per noi è impensabile che in una città così civile come Reggio Emilia permetta che ci siano manifestazioni come queste, dove gli animali vivono in sofferenza chiusi dentro a delle gabbie per utilizzati come merce di scambio» dice Anna fuori dai cancelli insieme a una decina di altri animalisti. Lei viene da Bologna, altri da Parma e dintorni, dove si recheranno nel pomeriggio per altre proteste contro manifestazioni simili a quella dedicata reggiana definita nel sito pubblicitario «una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti dei canarini».

I manifestanti hanno proseguito il loro giro, venendo poi confinati all’esterno mentre la polzia ha riportato l’ordine in fiera. Alle 12 circa gli animalisti hanno sciolto il sit-in mentre i visitatori defluivano per tornarsene a casa.

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