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«Il presidente della Cei? Parole coraggiose»

«Il presidente della Cei? Parole coraggiose»

Don Ranza sabato sera in cattedrale a Genova: «Vanno difese le coscienze religiose di tanti italiani»

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REGGIO EMILIA. E’ grande la soddisfazione di don Franco Ranza, parroco di San Francesco e San Nicolò, per avere potuto l’altro ieri ringraziare dall’altare della Cattedrale di Genova monsignor Bagnasco. Chiamato alla concelebrazione per gli infermi, don Ranza ha infatti ringraziato il cardinale «per le sue parole e il suo coraggio in momenti difficili e socialmente particolari in Italia». Il riferimento è naturalmente alla richiesta fatta da Bagnasco che sul ddl Cirinnà ci sia il voto segreto. Don Ranza cita quindi il sottosegretario Pizzetti e il suo commento alle parole di Bagnasco: “Esortazione condivisibile ma come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente Grasso”.

«Ma perché - esterna don Ranza - abbiamo un Senato? Ma perché siamo chiamati come cittadini a dare un voto palese e significativo per garantire una democrazia non di parte o una pseudo-democrazia? Anche i religiosi sono cittadini con voto. L'uomo e ogni donna di ogni razza e appartenenza religiosa e sociale è persona in quanto essere libero. E che cosa implica questa libertà? Implica decisamente “la libertà di coscienza del singolo”; ma se al politico chiamato al bene comune viene negato il diritto di totale libertà che trova la sua pienezza “ nel voto segreto" e io rinforzo “nel voto dell'anima", perché una forzatura di scelta che deteriora la trasparenza cristallina e significativa della libertà?».

«Prima del rispetto per le istituzioni repubblicane - continua don Ranza - c'è il dovere di combattere alla radice i fautori di compromessi di parte e chi vuole distruggere le nostre tradizioni, la nostra storia, l'eredità dei nostri Padri. Che un figlio abbia un padre e una madre è un diritto naturale; che due persone abbiano il diritto a volersi bene è un diritto anche questo ... forse per la vera “libertà di coscienza e libertà di azione politica segnata da valori universali” almeno nel campo cattolico dovrebbe rinascere il pensiero e la presenza di don Sturzo». «Il cardinale Bagnasco - continua il parroco di San Francesco - non vuole riportare indietro le lancette del tempo e non vuole che la laicità dello Stato torni indietro ma si fa garante della libertà e delle coscienze religiose di tanti italiani. Con quale coraggio - conclude - in futuro parleremo della famiglia e come insegnare ai figli “onora tuo padre e tua madre” e ancora come credere che la vita è un dono di grande amore? Troppe volte noi preti abbiamo scelto il silenzio ma qualcuno era "la voce nel deserto "».

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