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Appalti neve, c’è un altro esposto

Lo ha presentato ieri in procura l’associazione Amici della Terra

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LIGONCHIO. La polemica sugli appalti per la spalatura della neve arriva in Procura con un altro esposto, questa volta non degli spalatori esclusi. È infatti Stella Borghi, presidente dell’associazione Amici della Terra, Club di Reggio, a presentare il secondo esposto in merito agli appalti assegnati dalla Provinciale “dagli anni 2004 al 2015” e chiede – si legge sul documento – se sia stata rispettata la regolarità delle procedure di assegnazione degli appalti pubblici in questione, in particolare sulla legittimità o meno dell’applicazione della norma del silenzio assenso in merito alle richieste del Durc (Documento unico di regolarità contributiva); sul rilascio e mancato rilascio di quest’ultimo si chiede se anche l’Inps sia stata corretta o meno.

In sintesi la Borghi chiede che si acquisisca tutta la documentazione istruttoria relativa agli adempimenti preliminari a ciascun pagamento per appalto sgombro neve nel periodo interessato. I Durc, si domanda, sono stati sempre richiesti per accertare la regolarità dell’appaltatore, prima di procedere ai pagamenti? Nel caso di irregolarità infatti, ricorda la Borghi, le somme dovute verrebbero liquidate direttamente agli istituti previdenziali e alle Casse edili.

«La Provincia ha assegnato appalti per la spalatura della neve a imprese che non hanno i requisiti richiesti e con mezzi che si possono rivelare addirittura pericolosi». Questa l’accusa che era stata mossa da un gruppo di spalatori dell'Appennino, uno dei quali ha anche presentato il primo esposto in Procura e alla polizia.

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