Caso ProVita, è scontro tra Lega e Arcigay
Correggio: Rovesti difende l’iniziativa. Nicolini: «Un russo dovrebbe parlare di ben altri argomenti»
CORREGGIO. Non si placa la polemica per la partecipazione degli studenti del liceo Corso e dell’Einaudi all’iniziativa organizzata venerdì scorso dal circolo Frassati e dall’associazione ProVita, intitolata “La difesa della famiglia in Italia e nel mondo”. A difesa dell’iniziativa si schiera la locale sezione della Lega nord che «prende atto con incredulità e stupore delle assurde critiche contro l’incontro organizzato dal circolo Frassati a difesa della famiglia tradizionale, a cui hanno partecipato anche alcuni studenti di alcune scuole superiori di Correggio – spiega il segretario Riccardo Rovesti – Crediamo che in democrazia si debbano ascoltare anche punti di vista diversi dai propri. I dibattiti sono fonte di arricchimento per tutti. Inoltre, visto che il disegno legge sulle Unioni Civili è in discussione in questi giorni in Parlamento, riteniamo molto utile e preziosa l’iniziativa del Circolo Frassati. Ci stupisce che Sel, probabilmente a causa della marginalità a cui è stata ridotta dall’elettorato locale e nazionale, cerchi visibilità attaccando chi la pensa diversamente», conclude il Carroccio.
Posizione opposta per l’Arcigay reggiana che chiede un incontro ai dirigenti scolastici e per parola del suo segretario Alberto Nicolini «trova sconvolgente che nel 2016 ancora ci siano istituzioni che cadono nelle trappole di disinformazione dell’integralismo religioso. In questo caso siamo doppiamente sconvolti: è bastata infatti fare una piccola ricerca per scoprire che il “Congresso Mondiale delle Famiglie” di Alexej Komov, ascoltato da ben 70 studenti delle superiori, non risulta essere un organismo ufficiale dell’Onu. La sua organizzazione ha difatti uno status di “General Consultive Status”: come tante altre organizzazioni, possono essere “ascoltate”. La verità è che se Provita e gli altri integralisti invitano un russo a parlare di “famiglia” anziché delle guerre di invasione in Crimea, della povertà in cui versano le famiglie russe, degli Internat (i terrificanti orfanatrofi russi), della tossicodipendenza e dello stato endemico dell’Hiv dovrebbero scattare mille allarmi. Sapendo poi che hanno parlato di identità sessuale crediamo che le famiglie di Correggio, gli studenti e chi rappresenta le persone prese di mira come noi, meritino delle spiegazioni. Richiediamo dunque un appuntamento coi responsabili scolastici: quale pagina del Piano di offerta formativo indicava l’evento discriminatorio? Cosa contano di fare per riparare al disastro?». (s.a.)
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