«Dalla mafia alla Save nemmeno un centesimo»
REGGIO EMILIA. Se fossero arrivati dei soldi dalla mafia la Save Group non sarebbe fallita. E’ questa, in sintesi, una delle tesi dell’avvocato Vainer Burani nel corso dell’arringa difensiva che ha...
REGGIO EMILIA. Se fossero arrivati dei soldi dalla mafia la Save Group non sarebbe fallita. E’ questa, in sintesi, una delle tesi dell’avvocato Vainer Burani nel corso dell’arringa difensiva che ha tenuto ieri nel processo Aemilia a Bologna. Il legale, che assiste l’imprenditore Giovanni Vecchi e la compagnia Patrizia Patricelli, oltre al fratello di lei Alfonso Patricelli, ha chiesto l’assoluzione per i suoi assistiti. «Ho sostenuto che l’ipotesi d’accusa non ha alcun fondamento e non spiega in alcun modo come sono entrati questi soldi», ha detto l’avvocato al termine dell’udienza.
I coniugi sono finiti nei guai per i rapporti con Alfonso Diletto, ritenuto uno dei promotori della cosca emiliana. «Hanno costituito una società insieme a Malta di cui però Vecchi ha sempre mantenuto il controllo, tanto da modificarne lo statuto per avere la maggioranza qualificata, e che era finalizzata a rilanciare la Save. In realtà anche questa società non è mai partita e nessuno ci ha mai messo un centesimo».
A mettere nei guai Vecchi e la compagna ci sono alcune intercettazioni ambientali, dove Nicolino Grande Aracri farebbe riferimento al fatto che la Save è del clan ed è amministrata di fatto da Alfonso Diletto. Ieri l’avvocato di quest’ultimo, Alessandro Sivelli, ha tenuto la sua arringa, dove ha sostenuto l’assenza di prove della partecipazione di Diletto al sodalizio mafioso. «Non ci sono intercettazioni, mancano riunioni organizzative di delitti, non ci sono prove di un intervento programmatico nella realizzazione dei reati. Non c’è un patrimonio comune del clan, ma hanno trovato solo i soldi dei singoli associati». L’avvocato modenese ha poi parlato della vicenda Save come un fraintendimento assoluto. «Gli stessi curatori fallimentati hanno detto che non c’è alcuna prova documentale dei milioni di euro che Diletto, Grande Aracri o altri avrebbero versato nella Save». Alfonso Diletto, ha ricordato il legale, ha invece avuto un rapporto con l’imprenditore Vecchi per un intervento edilizio che intendevano effettuare insieme. (j.d.p.)
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