Morta a 96 anni la maestra Giaele Zerbini
Guastalla: curò i reduci di Russia e fu premiata dal presidente Pertini per i 40 anni di insegnamento
GUASTALLA. Ha suscitato vasto cordoglio, a Guastalla, la notizia della morte di Giaele Zerbini, molto nota in paese per la sua attività di maestra, che nel corso di più decenni l’ha portata a insegnare a diverse generazioni di alunni, lasciando un ottimo ricordo in ognuno di loro.
La donna, che avrebbe compiuto 97 anni il 9 aprile prossimo, è sempre stata in prima fila nell’insegnamento, così come nella politica e nell’ambito sociale.
Il suo nome, infatti, compare nell’elenco delle poche donne guastallesi schierate con i partigiani, mentre alla fine della guerra la troviamo invece al passo del Brennero ad accogliere e curare i reduci dell’immane tragedia della spedizione in Russia.
C’è un episodio in particolare, risalente agli anni dell’occupazione nazista in Italia, che amava raccontare e che è rievocato nel volume “Guastalla in chiaroscuro” di Canovi e Fincardi.
Nel corso di una lezione a scuola, la donna si vide arrivare in classe un soldato tedesco, armato di baionetta e con un fare minaccioso.
Davanti al possibile pericolo per i suoi bambini, la maestra si inventò uno stratagemma, e parlò con loro in dialetto, per non far capire il soldato: «Mè a gh’fag vèdar di quaderan a lilò, al tir via da la porta, e vuàtar a scapé via, andé toti in dl’era» (io faccio vedere dei quaderni a quello lì, lo tiro via dalla porta, e voialtri scappate via, andate tutti nell’aia). Così fecero i bambini, e si misero in salvo.
Nel dopoguerra Giaele Zerbini entrò in politica con la Democrazia Cristiana condividendo l’impegno con il marito, il professore di latino del liceo Passerini Irnerio De Carli, scomparso nel 1997 (anch’egli figura di spicco del mondo della cultura guastallese), e fu la seconda donna guastallese nominata assessore, dopo Bruna Badari.
L’insegnamento è stata la costante che ha caratterizzato tutta la sua vita di Giaele Zerbini, cominciata nella frazione di San Girolamo, la sua “patria”.
Nel 1984 l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini le conferì il “diploma di benemerenza di prima classe per i suoi otto lustri di lodevole servizio nelle scuole elementari”, destinato agli insegnanti che avevano lavorato per quarant’anni.
Dai bambini ai ragazzi – quelli problematici – il passo fu breve, tant’è che arrivò ad affiancare don Giuseppe Dossetti nell’associazione “Servire l’uomo” di via Codro a Reggio Emilia, assumendone la presidenza. A Guastalla, inoltre, è stata a lungo l’anima inarrestabile del Ceis.
Cinque anni fa fu anche protagonista di un episodio di cronaca. A causa di un incendio generato da una stufetta, nella sua casa si svilupparono delle fiamme ma, grazie alla sua lucidità, riuscì ad avvisare i soccorsi e a mettersi in salvo autonomamente.
I funerali di Giaele Zerbini si svolgeranno domani, con partenza alle 9.45 dall’abitazione di via Trento 2 alla volta della chiesa dei Servi dove, alle 10, sarà officiato il rito funebre. Questa sera, inoltre, alle 18 sarà recitato il rosario nell’abitazione dell’anziana. La donna lascia i nipoti Gigi e Paolo. (a.v.)
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