Gazzetta di Reggio

Reggio

«Non siamo autisti e nemmeno scorta»

di Elisa Pederzoli ; di Elisa Pederzoli ; di Elisa Pederzoli
«Non siamo autisti e nemmeno scorta»

Vigili del Sulpl all’attacco per l’impiego degli agenti per la scorta al sindaco. Il Comune replica: «E’ nei loro compiti»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. E’ scontro tra il Sulpl - sindacato unitario lavoratori polizia locale - e l’amministrazione comunale. La ragione del contendere è il rafforzamento della vigilanza nei confronti della persona del sindaco Luca Vecchi, decisa dal Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica nelle scorse settimane dopo la lettera arrivata dal carcere a firma dell’imputato di Aemilia Pasquale Brescia. Che si è tradotta, secondo quanto ci hanno spiegato i sindacalisti, in servizi a chiamata per accompagnare il sindaco a casa o in altri impegni, tavolta anche di notte. Il resto dei controlli li fa polizia e carabinieri.

Secondo il sindacto, il servizio sarebbe partito senza «alcun protocollo di intervento e senza chiarire se tali misure fossero imposte o frutto di una inaspettata interpretazione estensiva del ruolo della polizia municipale da parte dell’amministrazione». Nella lettera a firma dei dirigenti locali Marco Gagliardi e Alex Giusti e del segretario provinciale Luca Falcitano si chiede: «Abbiamo cambiato i nostri compiti e le nostre attribuzioni solo per un singolo cittadino mentre per tutti gli altri rimaniamo vigili “spaventapasseri”? Oppure, non è cambiato nulla e semplicemente aveva bisogno di un “autista”? Perchè se è così si aprirebbero altri scenari non meno preoccupanti(demansionamento, etc)».

Toni provocatori, quelli del Sulpl, che denunciano innanzi tutto un vuoto di comunicazione. «Abbiamo inviato una lettera lo scorso 3 febbraio al prefetto e al comandante Antonio Russo chiedendo la tipologia e la modalità dei servizi che la polizia municipale avrebbe dovuto svolgere, ma nessuna risposta è ancora pervenuta - e proseguono - Se la normativa continua a far confusione sul nostro ruolo, che varia a seconda delle opportunità da impiegati in divisa a squadra anti terrorismo, dobbiamo anche svolgere dei servizi senza sapere qual è il rischio che corriamo. Onestamente ci sembra troppo...». E’ questo il punto che sottolinea Gagliardi: «Non vogliamo tirarci indietro, ma ci facciano sapere se stiamo andando alla guerra: se il sindaco è in pericolo lo siamo anche noi perchè non abbiamo i mezzi e la preparazioni per affrontarla».

La replica dal municipio arriva a stretto giro di posta. «Non appartiene al linguaggio, alla pratica e alla cultura di questa amministrazione comunale definire gli agenti di polizia municipale “vigili spaventapasseri”, né tanto meno “autisti” - si legge – Pur nel rispetto delle legittime prerogative sindacali si invitano gli estensori della lettera a non attribuire al Comune di Reggio Emilia parole mai utilizzate». E sul merito, aggiunge: «Si ricorda che all’articolo 2, comma E fra le finalità e compiti del corpo è esplicitamente previsto: “prestare servizio d’ordine, di vigilanza e di scorta necessari per l’espletamento di attività e di compiti istituzionali del Comune”. A seguito del Comitato per l'ordine e la sicurezza del 2 febbraio e su esplicita indicazione degli organi competenti è stato deciso di rafforzare le misure di vigilanza, senza esorbitare il mansionario della Municipale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google