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«Non trattiamo con una pistola puntata»

«Non trattiamo con una pistola puntata»

Guaitolini, segretario della Fiom: «Un confronto con la proprietà? Prima revochi i licenziamenti»

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CAVRIAGO. «Abbiamo chiesto un confronto con la proprietà, ma prima devono essere revocati i licenziamenti. Perché non trattiamo con una pistola puntata alla tempia». Queste le parole decise di Sergio Guaitolini, segretario provinciale Fiom Cgil, durante il presidio di ieri davanti alla Tecnogear. Durante tutta la giornata di ieri, il comitato direttivo della Fiom si è spostato, per dare un segnale concreto di solidarietà, davanti alla sede della ditta di Corte Tegge dove la scorsa settimana sono state consegnate le lettere di licenziamento a tre lavoratori. Ma gli esuberi annunciati sarebbero 7/8, sul totale di 80 dipendenti.

«Il licenziamento avviato nei confronti di questi lavoratori è inaccettabile: la proprietà non può fare questo. Deve tenere conto delle gravissime conseguenze dal punto di vista dell’impatto sociale. Non è accettabile per la totale mancanza e negazione delle relazioni sindacali e pertanto la lotta che si è sviluppata non è solo dei dipendenti Tecnogear ma di tutta la Fiom e di tutti i lavoratori, non soltanto quelli interessati dai licenziamenti comunicati finora, o dagli esuberi. Non è accettabile che senza aver discusso delle problematiche, senza aver nemmeno preso in considerazione l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, sia stata scelta la strada dei licenziamenti unilaterali. Noi sosteniamo, proprio qui, davanti all’azienda, la lotta per il ritiro dei licenziamenti e l’apertura di un tavolo di confronto che consenta l’individuazione di strumenti alternativi. Metteremo in campo, oltre alla sottoscrizione provinciale di raccolta fondi, tutte le iniziative di lotta necessarie perché i lavoratori in difficoltà sappiano che non sono soli».

Sabato, proprio sul caso Tecnogear, si è svolto un incontro al quale hanno partecipato la Fiom e il sindaco Paolo Burani: «Anche dal primo cittadino vengono sollecitazioni a superare la controversia e la richiesta di sospensione dei licenziamenti – continua Guaitolini – A livello regionale, inoltre, si sta ragionando sulla possibilità di mettere in campo scioperi a oltranza nelle province maggiormente colpite dalla crisi per i lavoratori».

Il sindacato contesta che quello della Tecnogear sia il quinto episodio di licenziamento di lavoratori avvenuto in modo pretestuoso, «senza confronto e costitutivo di un grave precedente». Continuerà così lo sciopero a oltranza.

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