Nuovo statuto del lavoro la Cgil mobilita gli iscritti
L’appello del segretario generale della Camera del Lavoro, Guido Mora «Oggi i diritti sono appannaggio di pochi, noi vogliamo estenderli a tutti»
REGGIO EMILIA. Un nuovo statuto dei lavoratori e un referendum per abrogare legge Biagi, Collegato al lavoro di Sacconi, la riforma Fornero e Job’s Act, tutte cose che per la Cgil, hanno svuotato di diritti lavoro e lavoratori.
Questo l’obiettivo della consultazione straordinaria degli iscritti (uno strumento previsto nello statuto ma mai utilizzato dalla Cgil) che la Camera del lavoro sta svolgendo per arrivare in provincia entro il 19 marzo a oltre mille assemblee zonali e sui luoghi di lavoro e a consultare almeno il 50% dei propri iscritti che complessivamente sono circa 112mila.
A presentare la mobilitazione straordinaria sono stati ieri il segretario provinciale Guido Mora, il responsabile dell’Organizzazione Luca Marchesini. Due i quesiti per lavoratori e pensionati e gli obiettivi della mobilitazione: trasformare in legge di iniziativa popolare, (per la quale servono 1.5 milioni di firme certificate), la Carta universale dei diritti e indire un referendum abrogativo delle norme che negli anni hanno stravolto il diritto del lavoro.
«La Cgil _ ha sottolineato Mora _ per la prima volta propone un referendum abrogativo». Un’azione necessaria per la scarsa fiducia in questo Parlamento, chiosa il segretario provinciale Cgil, «perché crediamo che chi ha votato, più o meno a malincuore il Jobs Act, non abbia intenzione di capovolgere la situazione. Oggi a godere dei diritti sono una minoranza, con la maggioranza vive una condizione di totale precarizzazione. Noi vogliamo estendere i diritti a tutti i lavoratori dipendenti e non».. La Carta dei diritti della Cgil è una corposa legge di 97 articoli che smonta e cancella la legge Biagi, il Collegato lavoro di Sacconi, la riforma Fornero e il Jobs Act. «L’obiettivo _ ha aggiunto il segretario della Cgil _ è quello di attuare il disegno costituzionale. Si parte dal diritto a un compenso equo e proporzionato, il diritto alla libertà di espressione, alla riservatezza, il divieto dei controlli a distanza; il diritto a condizioni ambientali e lavorative sicure; Il diritto al riposo e a conciliare famiglia e lavoro e un'adeguata tutela pensionistica. E si arriva alla reintroduzione dell'articolo 18, a tutela dei licenziamenti illegittimi anche alle aziende sotto i 15 dipendenti». Per la Cgil, «superando anche i nostri ritardi – ha riconosciuto Mora - è necessario affrontare i temi della contrattazione, della democrazia e della rappresentatività. Partendo _ ha chiarito il segretario della Camera del lavoro _ dall'applicazione degli articoli 39 e 46 della Costituzione e riconoscere per legge che i sindacati maggiormente rappresentativi possano firmare contratti collettivi validi per tutti. Evitando così i contratti separati e la possibilità delle aziende a scegliere con quali sindacati trattare».
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