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Tper, multato sul treno «ma è impossibile pagare»

di Andrea Vaccari
Tper, multato sul treno «ma è impossibile pagare»

Novellara: l’ammenda di sei euro rifilata a uno studente rischia di lievitare a 90 L’odissea della madre vittima del rimpallo tra sportelli di Reggio Emilia e Bologna

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NOVELLARA. Sulla linea Reggio-Guastalla non solo i viaggi – su treni datati, con porte che non funzionano, e soppressioni frequenti – possono essere considerati delle vere odissee. Dall’esperienza occorsa a uno studente di Novellara, anche pagare una semplice multa sembra essere diventata un’impresa, in quanto nessuno, al momento, sa dirgli come e dove pagare la contravvenzione.

A raccontare l’incredibile vicenda è la stessa Federconsumatori, che assiste il giovane e la sua famiglia in quello che sembra un labirinto senza uscita. Da tempo, infatti, si è costituito un comitato, guidato dalla stessa Federconsumatori, che si batte per i diritti dei pendolari.

«Lo studente di Novellara – scrive l’associazione – stava viaggiando su uno di questi treni disgraziati e purtroppo si era scordato l’abbonamento a casa e quindi, a seguito di un controllo, ha preso una multa irrisoria: 6 euro, se pagata entro 5 giorni. La mamma dello studente si è precipitata in piazzale Europa, a Reggio Emilia, perché, una volta superati i 5 giorni, la multa lievita fino quasi a 90 euro. Qui comincia la parte terzomondista del nostro racconto sulla burocrazia unita al trasporto pubblico: a seguito del nuovo assetto non è più possibile, comunica l’addetto allo sportello di Piazzale Europa, pagare le multe a Reggio Emilia. Bisogna andare a Imola o a Bologna o a Ferrara, in quanto non esistono né un Iban né un conto corrente postale».

«La donna a quel punto – prosegue la nota di Federconsumatori – si è organizzata e ha delegato un’amica che sarebbe comunque dovuta andare a Bologna. L’amica si è presentata all’ufficio preposto di Bologna, ma anche qui sono sorti problemi. Prima la copia dell’abbonamento non andava bene, e spiegare al funzionario che l’originale ce l’aveva il ragazzo altrimenti avrebbe preso una seconda multa, non è cosa semplice come potrebbe apparire. Poi, superato questo non problema, è emerso che quello non era il luogo giusto in cui bisognava pagare, in quanto non si poteva pagare a Bologna una multa presa a Reggio. La signora è stata così reindirizzata a Reggio Emilia, e a nulla sono valse le sue proteste. Alla fine il capoufficio si è assunto la responsabilità di chiamare la donna nei giorni successivi per comunicarle la soluzione».

«Intanto – conclude Federconsumatori – i 6 euro rischiano di dover diventare 90, la donna si è spostata da Novellara a Reggio, e poi ha dovuto trovare un modo per arrivare a parlare con Bologna, dove non ha avuto una risposta esauriente. Nell’epoca della semplificazione, della modernità, dei servizi online, in Emilia, il trasporto pubblico (che dovrebbe traghettarci in un futuro più giusto ed equo) è in ritardo, su tutta la linea».

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