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Due abusivi fermati dai vigili nel parcheggio

Due abusivi fermati dai vigili nel parcheggio

SCANDIANO. Sono stati accompagnati entrambi in questura i due extracomunitari controllati ieri dagli agenti del corpo unico di polizia municipale Tresinaro Secchia. Durante il controllo periodico...

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SCANDIANO. Sono stati accompagnati entrambi in questura i due extracomunitari controllati ieri dagli agenti del corpo unico di polizia municipale Tresinaro Secchia.

Durante il controllo periodico dei parcheggi, per prevenire il fenomeno dei parcheggiatori abusivi – che negli ultimi tempi si è spesso riproposto – nella zona dell’ospedale una pattuglia ha fermato due cittadini extracomunitari che si aggiravano all’interno del parcheggio, anche se in quel momento non stavano svolgendo nessuna attività particolare.

Gli agenti hanno richiesto ai due i documenti, in quanto già in passato erano stati visti svolgere l’attività abusiva, ma non sono stati in grado di fornire nessun documento d’identità: a quel punto gli agenti li hanno avvertiti che li avrebbero accompagnati all’ufficio immigrazione della questura di Reggio per verificare la loro posizione, come impone la legge.

I due hanno iniziato a mostrare una certa ostilità, spiegando che non stavano facendo nulla di male, e hanno iniziato ad allontanarsi dall’area mercato, seguiti però dagli agenti che nel frattempo avevano chiesto l’intervento di una seconda pattuglia.

Davanti agli agenti, i due extracomunitari hanno iniziato a dare in escandescenze, nonostante la presenza di molti cittadini che assistevano attoniti alla scena, ma alla fine sono saliti sull’auto di servizio e sono stati accompagnati in questura. Qui, è stato possibile risalire alla loro identità, grazie alla consultazione della banca dati.

Uno è risultato essere O.E., nigeriano di 27 anni, al quale era stato rilasciato un permesso di soggiorno per motivi umanitari a cui aveva fatto seguito un diniego per reati commessi, mentre al secondo, O.A.A., nigeriano di 22 anni era stato negato il permesso di soggiorno per motivi umanitari ma aveva un ricorso in atto.

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