Gazzetta di Reggio

Reggio

Iren tira dritto sul riassetto. Scatta lo sciopero generale

Iren tira dritto sul riassetto. Scatta lo sciopero generale

Il 29 febbraio i lavoratori del gruppo (500 solo a Reggio) incroceranno le braccia: «Disinteresse per il territorio»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Solo a Reggio sono circa 500 i lavoratori del gruppo Iren che all’unisono incroceranno le braccia per il più grande sciopero in azienda da lungo tempo. I reggiani potrebbero addirittura dare vita a una protesta in piazza Prampolini durante lo sciopero di 8 ore, con tanto di bussata alla porta del sindaco.

Il problema è presto detto: l’azienda sta accorpando sotto un’unica egida settori e attività diverse, razionalizzando la gestione ma con inefficienze dal punto di vista organizzativo. In pratica, lamentano i sindacati reggiani, non esiste più la concertazione di un tempo sulle materie più diverse: dagli appalti ai turni, facendo mancare la necessaria trasparenza e la concertazione in una delle più grandi realtà a livello locale e nazionale.

Tutti i dipendenti della multiutility hanno deciso di scioperare il 29 febbraio e il 7 marzo: parliamo principalmente di lavoratori del settore gas-acqua ed elettrico di Iren in tutti i bacini di Reggio, Parma, Piacenza, Genova e Torino. Una protesta indetta unitariamente dai sindacati di categoria di Cgil-Cisl-Uil, che si svolgerà per l’intera giornata il 29 febbraio, mentre il 7 marzo verranno sospesi gli straordinari.

Nei prossimi giorni a Reggio saranno articolate le diverse assemblee nei luoghi di lavoro per decidere il tono della protesta. A Parma i sindacati lamentano che «l'identità dell’azienda è andata sempre più sfumando e viviamo oggi un periodo di grave decadimento delle relazioni sindacali» in cui «il mancato rispetto degli accordi sottoscritti e mai disdettati denotano ulteriormente il disinteresse dell’azienda per il territorio».

Inoltre, spiegano le sigle ducali, «si registra una grave carenza di personale, soprattutto di quello operativo». Infatti «con la firma di un accordo che ha definito un esodo agevolato si era definito un rinnovo generazionale insieme alla possibilità di creare nuova occupazione nel territorio. Tuttavia, nel 2015 sono state decine i dipendenti che sono usciti dall’azienda contro solo sei nuove assunzioni nel settore gas-acqua ed elettrico, cosa che ha innescato un impoverimento delle professionalità che nel nostro settore sono garanzia di qualità del mantenimento dei servizi (conoscenza delle reti, degli impianti) e sicurezza sul lavoro».

Una lacuna di rilievo nella città ducale a cui compete la gestione unica di tutti i servizi energetici ed ambientali (luce, gas, acqua, teleriscaldamento, rifiuti).

La grana, questa volta, ha un certo rilievo per il presidente di Iren, Francesco Profumo, che ha deciso di razionalizzare la catena di controllo cancellando peraltro Iren Emilia, la società che aveva sede a Reggio in via Nubi di Magellano, nata dalla fusione tra Iride ed Enìa, confluita ora nella newco Ireti assieme ad altre controllate del gruppo. I consigli di amministrazione scendono da 7 a 1 ma la riorganizzazione del lavoro è davvero profonda. All’interno della newco confluiranno gas, acqua ed energia con tutti i loro apparti tecnici.

Un'operazione che metterebbe in discussione tutte le diverse prassi già in atto nelle aziende di provenienza. Per la prima volta ci sarà un unico direttore di tutte le acque (si punta su un genovese che viene da Mediterranea delle Acque di Genova); per il gas arriverà un unico manager da Parma. (e.l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google