la fattoria
Ivanna Rossi: "Ecco perchè i gatti entrano nelle mie storie"
In due libri della scrittrice reggiana tra i personaggi c'è sempre un piccolo felino con la sua carica di fascino e mistero
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REGGIO EMILIA. Il suo libro più famoso è “Porci comodi. Vita morte e miracoli del porco”, ma la scrittrice reggiana Ivanna Rossi - ex insegnante, un passato da assessore e consigliere regionale - in due suoi libri - “Devo esserti grato” edito da La Toletta e la raccolta di racconti premio Silvio D’Arzo “4 Gatti” (Consutal Librieprogetti) – ci ha fatto entrare quelle meravigliose creature che sono in gatti.
In occasione della Festa nazionale del gatto, che si celebra ogni 17 febbraio, le abbiamo voluto chiedere di raccontarci perchè ha scelto i gatti nella sua narrativa emiliana.
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«I gatti nella mia vita ci sono sempre stati, è una delle gioie della vita avere un animale. Io amo i gatti perchè sono domestici, molto “trasportabili”. Il cane è più impegnativo. I miei gatti si sono sempre chiamati con nomi di imperatori persiani: ho avuto molti Ciro, Serse. Adesso c’è Sirio» racconta. «Nella scrittura ci entrano molto facilmente. I gatti che sono finiti nelle mie storie sono gatti reali, che ho incrociato nella mia vita. Come il mio primo gatto, un meraviglio gatto rosso che mi hanno portato via. “ Lo Zio” lo chiamavamo, accoglieva tutti gli altri gatti, insegnava loro a stare al mondo. Era umano, davvero. Poi è sparito da un giorno all'altro, portato via da qualcuno. Ma anche gli altri gatti erano reali, come quelli che mi hanno fatto pipì sui piedi. Come gli stormi di gatti incotrati sotto i tavoli, in Grecia. Erano parte di quelle vacanze meravigliose». (el.pe)
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