La Guerra del Po: gli ultimi fuochi prima della libertà
Nel libro in vendita con la Gazzetta, le fotografie della battaglia a casa nostra, con i tedeschi in fuga
REGGIO EMILIA. Un libro ma soprattutto una testimonianza. Un documento eccezionale sulla guerra a casa nostra, quella che si combattè lungo il Po per ricacciare i tedeschi negli ultimi giorni della loro occupazione. Si intitola “La guerra lungo il Po” ed è in edicola proposto dalla Gazzetta di Reggio, un volume del costo di 12,80 euro composto da 100 fotografie che rappresentanto l’ansia, il dolore e la speranza di quei giorni.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12974840:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12974840:1649475868/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Dopo lo sbarco alleato in Italia e la presa di Roma il 4 giugno del '44, molti credettero che gli anglo-americani avrebbero compiuto una pressochè facile passeggiata fino al Brennero all'inseguimento dei Tedeschi in rotta.
Invece, le forze tedesche opposero agli alleati una resistenza accanita, palmo a palmo. I Tedeschi si riorganizzarono ancora una volta rapidamente attestandosi lungo la "Linea Gotica" a ridosso dell'Appennino tosco-emiliano, linea che resistette alla preponderanza di mezzi e di uomini a disposizione degli Alleati fino all'aprile del 1945.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12980692:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/02/18/fotogalleria/le-immagini-del-libro-storico-sulla-guerra-del-po-1.12980692]]
Lentamente si diffuse la convinzione che i Tedeschi, in caso di sgretolamento della "Gotica", avrebbero messo in atto una ulteriore resistenza con l'aiuto dell'ultima barriera naturale in territorio italiano: la corrente del fiume Po. Per questo, già dall'inverno 44/45 gli Alleati tennero sotto costante controllo la Pianura Padana. Un ricognitore (battezzato dalla popolazione con il nome di "Pippo", forse per esorcizzare la paura) ronzava nel cielo a qualsiasi ora del giorno e della notte. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12974839:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12974839:1649475868/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Appena avvistava colonne di autocarri tedeschi, "Pippo" inviava l'informazione alle basi alleate ed ecco che si levavano in volo stormi di aerei mitragliatori che difficilmente sbagliavano bersaglio. Nella popolazione civile i frequenti bombardamenti incutevano un diffuso terrore, soprattutto per la spietatezza con la quale venivano attuati. La quasi assoluta impossibilità dei Tedeschi di difendersi dagli attacchi dal cielo per via dell'assenza di mezzi, fruttò agli Alleati il duplice risultato di impedire che i Tedeschi fortificassero la linea del Po e che questi potessero rifornire le loro truppe lungo la Linea Gotica, sfondata la quale gli eserciti tedesco e repubblichino dovettero fuggire quasi allo sbando verso nord.
A partire dagli ultimi mesi del '44, Pippo (in realtà era rappresentato da aerei bimotore americani, britannici e sudafricani) cominciò sempre più spesso a segnalare alle basi alleate anche la presenza di mezzi civili (di cui talvolta i Tedeschi si servivano per ingannare il ricognitore), specialmente nelle vicinanze del Po. Divennero così sistematici i bombardamenti ai ponti e ai traghetti sul fiume, ogni volta che i Tedeschi avevano riparato in tutta fretta i danni del bombardamento precedente.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12974838:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12974838:1649475868/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La vera e propria campagna militare nella valle del fiume Po ebbe inizio il 14 aprile dopo lo sfondamento delle linee tedesche poste sull'Appennino. L'offensiva alleata costrinse i Tedeschi ad un rapido ripiegamento, tallonati da truppe di terra e da forze aeree. La supremazia alleata nei cieli portò i Tedeschi ad effettuare azioni prevalentemente notturne, fatto che indusse gli anglo-americani ad intensificare le missioni aeree nelle ore di buio per ostacolare i movimenti tedeschi in punti nevralgici come gli attraversamenti del fiume. Inevitabilmente ciò aumentò il terrore nella popolazione e spesso, lo sfollamento di vaste aree a ridosso dei punti "nevralgici".
Come il precedente “Fiume Po: fronte di guerra”, anche questo libro ha lo scopo di ricordare quanto accaduto lungo "Il fronte del Po". La storia ufficiale tende a far terminare la guerra sul suolo italiano con lo sfondamento della Linea Gotica. Le 100 fotografie qui contenute hanno invece il compito di testimoniare, ad oltre 70 anni di distanza, con quanta cruenza e violenza la guerra sia passata anche in questo territorio.
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