Musei: sì al risto-bar, no ai “funghi”
Presentato in commissione il progetto di completamento di Palazzo San Francesco, costo un milione
REGGIO EMILIA. Scompaiono i tanto discussi “funghi” progettati dell’archistar Italo Rota dalla facciata di palazzo San Francesco, il ristobar pensato inizialmente al terzo piano sarà invece realizzato a piano terra e verranno ristrutturati gli allestimenti al secondo piano del museo che ospita la collezione archeologica e il museo Fontanesi. Così come saranno completati i collegamenti verticali all’interno del palazzo. Queste le principali novità del progetto di completamento dell’intervento sul palazzo che ospita i Musei Civici illustrato ieri in Commissione consiliare Scuola e Attività culturali dal sindaco Luca Vecchi. Un progetto ancora in fase di definizione e di stesura degli studi di fattibilità e che prevede un investimento di un milione di euro, mentre il completamento dei lavori è previsto entro la fine del 2017.
Il progetto è stato presentato ai consiglieri oltre che dal sindaco Luca Vecchi, dai dirigenti Massimo Magnani ed Elisabetta Farioli che si sono addentrati nel merito del piano di completamento dei lavori. Luca Vecchi invece ha ribadito l’intenzione di precedere a tappe forzate alla riorganizzazione delle Istituzioni culturali della città. A partire dalla fusione tra Fondazione Teatri e Danza, l’avvio di una riflessione con il Ministero per l’istituto Peri ed ha confermato l’ingresso del Comune nella Fondazione Palazzo Magnani, che diventerà un organizzatore di eventi a iniziare da Fotografia Europea.
Il progetto di completamento di Palazzo San Francesco presentato ieri sera, annulla molto della progettazione sui musei civici della giunta Delrio a partire proprie dalle ipotesi architettoniche-culturali di Italo Rota e prevede al piano terra la realizzazione del risto-bar (collegato alla piazza antistante), al primo piano il permanere delle attuali collezioni e ricavare i nuovi uffici (che avranno accesso da via Secchi) con la realizzazione di alcune opere di scarso rilievo. Un intervento di completamento e di messa a punto di nuovi allestimenti delle collezioni di archeologia e del museo Fontanesi è invece in programma per il secondo piano. Verrà cioè alleggerita la quantità di materiali oggi in mostra (utilizzando armadi con cassettiere per i reperti archeologici e rastrelliere per i quadri), per realizzare nel primo caso un percorso che abbia come cuore la Via Emilia. Al terzo e ultimo piano già ristrutturato infine verranno collocati i laboratori oggi presenti al primo piano e conserverà l’attuale fisionomia di museo contemporaneo aperto che l’ha caratterizzato in occasione della mostra per Expo 2015. Ogni piano, hanno infatti spiegato Massimo Magnani ed Elisabetta Farioli, ricordando che “i musei di Reggio non sono gli Uffizi”, avrà una propria specificità e lo scopo del progetto è quello di trasformare un museo antico in un museo contemporaneo.
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