Tornava dal bocciodromo l’anziano investito e ucciso
Scandiano: cordoglio e incredulità per la morte dell’84enne, ex campione di bocce Critiche ai manufatti nel punto dello schianto. Il funerale sarà domani dalle 9.30
SCANDIANO. Incredulità e cordoglio per Franco Battistini, il pensionato di 84 anni investito e ucciso lunedì sera in via della Repubblica. Questi i sentimenti che prevalevano ieri sull’intera comunità. Anche quella “virtuale” su Facebook dove si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio e le condivisioni.
Battistini, al momento dell’incidente, era appena uscito dal bocciodromo, che frequentava assiduamente.
Ex ruspista, attività che aveva svolto anche alla discarica di Scandiano, era un grande appassionato di bocce, molto attivo nel circolo scandianese, dove aveva ricoperto, per un certo periodo, anche ruoli di responsabilità. In gioventù era stato un campione a livello nazionale e aveva vinto parecchie medaglie. Una passione che conservava, continuando a giocare di tanto in tanto, nonostante l’età che comunque portava con un’ottima forma.
Questo il motivo per cui moltissime foto di Battistini campeggiano tra le pareti del bocciodromo.
«Era una grande persona, e per me un grande amico», dice per tutti gli amici del circolo Marino Angiolini.
Uno strazio ancora più grande per i familiari, la moglie Argentina Piccinini, i figli Federica e Corrado, che vive con la famiglia a Casalmaggiore (Cremona), due fratelli e una sorella, Giacomo, Cide e Anna.
Il funerale sarà domani, alle 9.30 dalla cappellina dell’ospedale Magati. Qui oggi sarà allestita la camera ardente.
Sul fronte delle indagini, prosegue il lavoro della polizia municipale del corpo unico Tresinaro Secchia. Intanto c’è chi punta il dito sui manufatti nel punto in cui l’uomo è stato investito: «Degli spartitraffico indecenti», commenta Ivan Bellei al post della notizia su Facebook. «Quelle strisce e quelle isole pedonali sono atroci. Lo spartitraffico è pericoloso», scrive Silvia Sissi.
«Non è colpa delle strisce, ma di certi automobilisti che non rispettano il codice della strada», ribatte Enrico Morellini. «La macchina deve sempre fermarsi. La colpa è sempre dell’automobilista», gli fa eco Claudia Favara.
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