Gazzetta di Reggio

Reggio

Un museo del fascismo a Predappio, scoppia il caso

Un museo del fascismo a Predappio, scoppia il caso

Il Governo è interessato a un Centro studi. E Matteo Salvini elogia Mussolini

3 MINUTI DI LETTURA





BOLOGNA.  L'importante è che non si chiami museo. Si è riaccesa la polemica sull'utilizzo della ex Casa del fascio di Predappio, il paese natale di Benito Mussolini, sulla collina romagnola, esempio dell'architettura razionalista, dove Comune e Regione vogliono creare un centro di documentazione sulla storia del fascismo e dei totalitarismi.

Si tratta di un progetto di cui si parla da anni e che, negli ultimi mesi, sembra aver fatto qualche passo significativo. Tanto per cominciare l'immobile è stato concesso dal Demanio al Comune. E del progetto, che si ispira al centro di documentazione sul nazismo inaugurato a Monaco di Baviera un anno fa, il governo ha cominciato ad interessarsi, tanto che nelle scorse settimane, come ha rivelato La Stampa, il sottosegretario Luca Lotti ha visitato la struttura, pur senza sbilanciarsi su una possibilità di finanziamento.

«Stiamo cercando soldi per il centro di documentazione sul fascismo a Predappio, ma ancora non c'è niente di certo», ha frenato il sindaco Giorgio Frassineti (Pd). Ma tanto è bastato per scatenare le polemiche soprattutto da Rifondazione comunista e Sinistra italiana che hanno bollato come «inaccettabile» l'idea di costruire un museo del fascismo. Il tema, del resto, è scivoloso e sulla questione l'opinione pubblica, nonostante siano passati più di settant'anni, è tutt'altro che pacificata e serena.

Anche se un leader come Matteo Salvini proprio oggi si sbilancia in favore di Mussolini, che «fece tante cose buone in vent'anni, prima delle leggi razziali e dell'alleanza con Hitler» dalle pensioni di reversibilità alla previdenza sociale alla bonifica della pianura pontina. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12974780:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/02/17/fotogalleria/predappio-la-citta-del-duce-sul-museo-del-fascismo-e-polemica-1.12974780]]

Dopo una giornata di prese di posizione e scarsa serenità è toccato all'assessore alla cultura dell'Emilia-Romagna Massimo Mezzetti (Sel) intervenire sulla questione per spiegare qual è il progetto sul quale si sta lavorando e per il quale si stanno cercando i 5 milioni necessari a realizzare la struttura.

«È un progetto storico-culturale - ha detto - che faccia dell'ex Casa del Fascio un centro di studi internazionali sul fascismo e contro tutti i totalitarismi. L'idea è di partire laddove simbolicamente il fascismo è nato, per studiarne l'evoluzione fino ai nostri giorni, in cui drammaticamente si sta riproponendo in nuove forme sullo scenario europeo. Nulla di statico o peggio ancora di rievocazione nostalgica, ma una realtà viva contro tutte le forme di dittatura, di ieri e di oggi. Altrimenti non si sarebbe nemmeno cominciato a discuterne».

L'obiettivo sarebbe, insomma, far diventare Predappio un luogo di studio e memoria, anziché, come continua ad avvenire, un ritrovo di nostalgici in camicia nera che affollano i negozi di souvenir fascisti. Per raggiungere questo obiettivo, però, ha ribadito Mezzetti, bisogna procedere con rigore. «Il sindaco la pensa come me - ha detto - ma spesso tende a semplificare un pò troppo, creando equivoci. E visto che spesso i nomi sono sostanza, chiamarlo museo del fascismo lo fa partire già male».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google