Anziché espellere la mafia, hanno espulso me
Mafia a Reggio Emilia, “Ugo Ferrari aveva una sentinella in Giunta contro la mafia, ma la cacciò violentemente...”
Francamente, penso che nella ricostruzione degli avvenimenti fatta da Ugo Ferrari vi siano evidenti incongruenze. Avverto il bisogno di una discussione che recuperi serenità, che faccia dire, a chi si alza ogni mattina per andare al lavoro, “abbiamo un'amministrazione comunale che ci guida con fiducia e speranza”.
Non serve strillare né ci possiamo accontentare della forza della nostra storia. Storia di cui sono orgoglioso, anche prima del 2004, alla faccia di chi afferma che allora, si diceva “sì” alla ’ndrangheta e in merito a queste informazioni, mi stupisce il silenzio di chi ha amministrato fino al 2004: dovrebbero darsi una incazzata atomica. E’ giusto riferirsi al ruolo dell’urbanistica, ma si vada in profondità si rifletta meglio su ciò che stanno sostenendo Bini e Malagoli. I due, pur partendo da posizioni differenti, ci dicono che più nei Prg, Psc, Ppa che dir si voglia, la malattia era nel mercato, nelle distorsioni del mercato, nella quantità di denaro sporco che entrava a Reggio attraverso droga e pizzo ai cutresi. Dobbiamo evitare affermazioni che vengono smentite nell’arco di 24 ore, del tipo “si è cominciato a dire di no alla mafia dopo il 2004”.
La ricostruzione fatta da giornalisti scrupolosi dimostra l’esatto contrario. Sentirsi poi dire da Ugo Ferrari che abbiamo vissuto “in una inconsapevole ingenuità e una dose di presunzione ci faceva sentire forti” è il colmo. Le analisi di Ciconte partono dal 1998, e poi ancora nel 2008, indicando chiaramente la gravità della situazione evidenziando la ricerca da parte della ’ndrangheta di nuovi settori ove entrare (discoteche, alberghi, trasporti, ristoranti, finanza). In molte occasioni si è detto: “la ’ndrangheta sta bussando alla porta della politica”, a partire da Salvatore Borsellino quando venne a Reggio Emilia in più occasioni.
Ma Ugo scusa, ma li leggevi i giornali? O meglio, ora capisco ad esempio perché nel rendiconto di legislatura (2009/14) da te curato, non c’ è una sola riga dedicata alla lotta alla ’ndrangheta, eri così preoccupato che te ne sei dimenticato. Parimenti vi sono stati momenti di confronto anche interni alla Giunta che dovevano farti prendere coscienza. Mi riferisco ad esempio al fatto di quando ho sollevato dubbi sulla nomina nel consiglio di amministrazione di Seta di una persona (già presidente in carica di Til) che era in affari con persone colpite da interdittive antimafia (prima Bacchi e poi Zini e... ce n’era qualcun altro?) e nei medesimi affari c'era un mandatario elettorale di Graziano Delrio. Da quella volta si inziò a farmi terra bruciata intorno.
E questo smentisce il tuo concetto di “ingenuità” e del fatto che fino a che non vi erano interdittive antimafia, non c’erano problemi. Mi sono sempre chiesto del perché io non abbia mai ricevuto solidarietà da te, come da tutto il Pd, quando emerse che il poliziotto Mesiano cercò di ostacolare la mia candidatura alle primarie e che oggi lo stesso Mesiano è finito nell’inchiesta Aemilia e nei suoi confronti è stata chiesta una condanna a 12 anni. Forse a te interessava più annullare il mio risultato politico che ragionare su quel fatto inquietante.
La mia attività concreta - e permettimi, non ingenua né presuntuosa - di amministratore reggiano che combatteva la mafia frontalmente e che faceva emergere nelle sedi opportune le cose, come una sentinella che cercava di dare la sveglia al torpore di una politica che sceglieva di non sentire e non vedere mi costò l'espulsione. Forse, caro Ugo Ferrari, più che scegliersi compagni di viaggio che facevano affari con gente colpita da interdittiva antimafia, era più opportuno studiare e riflettere su documenti e abbondanti elaborazioni sul tema, a tua disposizione. Forse non saresti caduto nel peccato di ingenuità che per un politico è grave e avresti trattato la questione Corradini con modalità politicamente più accorte perché consapevole del suo rigoroso impegno, spesso solitario, contro la ‘ndrangheta.
* ex Assessore Comune di Reggio Emilia
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