Bini lascia la commissione legalità Iren
L'accusa del sindaco di Castelnovo Monti: «Ad un anno dalla sua istituzione si è riunita una sola volta, che occasione persa»
REGGIO EMILIA. «Ad un anno o poco più dalla sua istituzione, la commissione si è riunita una sola volta, poi più nulla». E ancora: «Credo si sia persa un’occasione importante per avvicinare Iren ai cittadini in un percorso di trasparenza e fiducia. Ma con rammarico vedo che questo non interessa». Con queste parole il sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino, Enrico Bini, ha annunciato le sue dimissioni dalla commissione legalità di Iren. La decisione è stata comunicata martedì al presidente della multiutility, Francesco Profumo, con una lettera in cui il primo cittadino spiega le ragioni della sua scelta: «Avevo sperato che l’azienda avesse deciso, attraverso tale organismo, di voltare pagina sul fronte della legalità e trasparenza nella gestione degli appalti. Era un’occasione importante, ma pazienza».
Il sindaco fa poi sapere che sempre martedì è arrivata anche la risposta di Profumo, nella quale il numero uno della multiutility «ricorda l’impegno di Iren sui temi della legalità, citando l’incontro avuto in luglio dai funzionari dell’azienda in Prefettura per darsi strumenti migliori per contrastare possibili infiltrazioni mafiose, e la riunione del comitato territoriale lo scorso settembre in cui sono state analizzate le osservazioni emerse a seguito del bando che Iren aveva predisposto sui servizi ambientali, poi ritirato». Su questo, commenta il sindaco, «accolgo con piacere, e senza ironia, le puntualizzazioni del presidente e l’impegno di Iren per andare verso una maggiore attenzione a trasparenza e legalità».
Pieno sostegno alla decisione di Bini è stata espressa dal M5s, con il deputato Alberto Zolezzi che ha invitato il sindaco ad un’audizione nella commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. «Bini si è reso disponibile in piena trasparenza - spiega Zolezzi – ora stiamo predisponendo la richiesta ufficiale per avere poi il nullaosta». Secondo Zolezzi e i parlamentari M5s, Maria Edera Spadoni e Stefano Vignaroli (vicepresidente della commissione sui rifiuti), le dimissioni del sindaco rappresentano «l’ennesimo schiaffo alle politiche di mancata trasparenza di questa multiutility e dei suoi amministratori, in primo luogo nominati da Graziano Delrio e Luca Vecchi: pensiamo ad esempio al vicepresidente e presidente di Iren rinnovabili, Ettore Rocchi».
Nel mirino del M5s finiscono soprattutto i discussi appalti gestiti dalla multiutility: «Negli ultimi dieci anni Agac, Enia e oggi Iren più volte sono state oggetto di appalti finiti a ditte sotto indagini o interdittive ed esistono intercettazioni choc nel processo Aemilia, ma per gli amministratori della multiutility non sono bastati questi campanelli d'allarme». Il riferimento è tra gli altri ad alcune intercettazioni di persone poi arrestate in Aemilia che parlano di «appalti pilotati in Agac quando dipendeva dal comune di Reggio». Dal M5s ricordano che «Bini lanciò allarmi e denunce già in anni precedenti, riferiti ad infiltrazioni nel settore trasporti (incluso quello rifiuti). Il suo contributo può quindi essere importante»
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