Confcooperative cambia volto i saggi puntano su Caramaschi
REGGIO EMILIA. I saggi avrebbero già deciso: il prossimo presidente di Confcooperative Reggio Emilia sarà Matteo Caramschi. Il già presidente degli agroalimentari, categoria dentro la quale rientrano...
REGGIO EMILIA. I saggi avrebbero già deciso: il prossimo presidente di Confcooperative Reggio Emilia sarà Matteo Caramschi. Il già presidente degli agroalimentari, categoria dentro la quale rientrano anche i cooperatori della filiera del Parmigiano Reggiano, vince il rush finale su Mauro Ponzi, esponente di lungo corso di Unioncoop, presidente di Cooperjob spa, 3C Salute e del Consorzio Mestieri, alfiere della legalità.
L’era del presidentissimo Giuseppe Alai, in sella per 20 anni, si chiuderà ufficialmente sabato prossimo dopo due mesi di confronti. Per Confcooperative si è avviato quindi il conto alla rovescia per la celebrazione dell'Assemblea congressuale quadriennale, in programma il 20 febbraio al Centro internazionale Loris Malaguzzi.
All'appuntamento sono chiamati i delegati delle 408 cooperative aderenti a Confcooperative, che dalla celebrazione del precedente congresso (il 9 marzo 2012) ad oggi hanno registrato una flessione del numero dei soci (oggi 52.653, con circa 3.000 unità in meno legate quasi esclusivamente al settore dell'abitazione e, in misura assai più modesta, all'agroalimentare) , mentre si sono mantenuti in crescita sia i livelli occupazionali che il fatturato. Emblematici, al proposito, i dati che parlano di quasi 16.500 occupati, con una crescita, nell'ultimo quadriennio, del 6,6%, corrispondente a 1.000 unità in più.
«Un dato - sottolinea il presidente, Giuseppe Alai - particolarmente significativo e legato, in buona misura, al buon andamento delle cooperative sociali, alla tenuta del comparto agroalimentare e allo sviluppo delle imprese di servizi, con l'eccezione di quelle imprese di logistica che in questi anni hanno sofferto gli effetti delle crisi della manifattura, ma anche di azioni di dumping contrattuale e irregolarità sul mercato del lavoro che ancora non sono state rimosse. Le cifre relative all'occupazione confermano, nei fatti, la funzione sociale, l'attenzione alla persona e quella mutualità interna che connotano la cooperazione autentica, che in questi anni ha sicuramente rinunciato a margini di redditività e a qualche investimento in più per tutelare e promuovere proprio l'occupazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
