«Dichiarazioni dei carabinieri falsate»
CORREGGIO. Sulla mensa non quadravano né gli importi, né l’inventario di merci acquistate al Conad. Queste le premesse dell’accusa sullo spinoso capo d’imputazione della mensa. Una responsabilità,...
CORREGGIO. Sulla mensa non quadravano né gli importi, né l’inventario di merci acquistate al Conad. Queste le premesse dell’accusa sullo spinoso capo d’imputazione della mensa. Una responsabilità, quella della gestione della mensa, che non può prescindere dal comandante, secondo il procuratore capo, e per cui non è consentito il pareggio annuale dei conti. Per l’accusa, la gestione-Cesi ha dato origine a fatture false e a sovrafatturazioni, nell’intento di accumulare un credito con cui beneficiare alcuni, nelle grazie del maresciallo, a scapito di altri. L’avvocato di Cesi parla invece di dichiarazioni dei carabinieri falsate: piuttosto, i dissidi che si sono venuti a creare riguardano altre questioni che potrebbero aver trovato valvola di sfogo con la mensa; non è vero che il frigo fosse vuoto; vero che potevano presentarsi situazioni in cui non c’erano provviste prontamente consumabili, ma a causa di una disorganizzazione interna dei militari, di microconflitti legati a compiti tutti di tipo volontaristico perché il maresciallo si sarebbe beccato denuncia per abuso d’ufficio se avesse ordinato di fare i pasti o fare la spesa. (s.a.)
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