Iren: Scandiano e Rio costrette a cedere azioni
Nuove vendite dei pacchetti svincolati dal patto reggiano di sindacato: serviranno a pagare mutui e portare a termine opere e servizi sul territorio
REGGIO EMILIA. Lenta ma inesorabile prosegue la vendita di frazioni del pacchetto azionario di Iren detenuto dai comuni reggiani. L’esigenza per i sindaci è sempre la medesima: coprire costi per investimenti essenziali colmando così il deficit di cassa generato dai tagli a livello centrale.
Secondo le comunicazioni ufficiali, questa volta tocca a Scandiano e Rio Saliceto, che con Piacenza hanno realizzato la vendita in questi mesi.
Il primo è il comune reggiano con il secondo pacchetto azionario in provincia (6,5 milioni di azioni) ed esprime tramite il suo sindaco Alessio Mammi il coordinatore del sub patto tra i 44 comuni azionisti della nostra provincia. Scandiano ha deliberato nel bilancio previsionale 2015 la vendita di circa 800mila euro in azioni, realizzando però circa la metà perché ritenuta più che sufficiente.
«Abbiamo 1,5 milioni di euro in azioni a vendita libera escluse dal patto di sindacato tra azionisti - spiega Mammi - Abbiamo incassato circa 400mila euro per far fronte ai costi di lavori pubblici e alla manutenzione straordinaria delle scuole e all’assetto del territorio. La vendita è stata possibile anche perché esclusa dai vincoli del patto di stabilità».
Con 1,4 milioni di azioni Rio Saliceto figura tra i piccoli azionisti di Iren: 70mila di queste sono state vendute realizzando anche in questo caso un lauto incasso, circa 100mila euro.
«Abbiamo ottimi rapporti con Iren ma siamo stati costretti a vendere per completare il finanziamento sull’adeguamento sismico della scuola primaria Anna Frank - spiega il sindaco Lucio Malavasi - Abbiamo dovuto monetizzare un pezzo delle nostre azioni per integrare il mutuo concesso dalla Banca europea per gli investimenti ed erogato attraverso la Regione Emilia-Romagna e la Provincia di Reggio Emilia».
La vendita è avvenuto quando il valore del titolo era superiore all’attuale di 1,44 euro. Le dismissioni di quote azionarie non riguardano quindi la volontà di smarcarsi dall’azienda, che dovrebbe versare a breve cedole di un certo rilievo visto l’utile messo a segno nel 2015.
Nei primi nove mesi dell’anno scorso i ricavi consolidati si sono attestati a 2,2 miliardi di euro (+7,1%), il margine operativo lordo (ebitda) è pari a 497,6 milioni, in salita del 2,7% mentre l’utile netto è di 98,8 milioni di euro, +11,4% rispetto agli 88,8 milioni di euro registrati nei primi nove mesi del 2014.
Per ora l’unico comune che si è smarcato dal gruppo Iren è stato Castellarano, uscito dal patto di sindacato per poter vendere liberamente le azioni sul mercato. Vendite di titoli invece non vincolati sono avvenute nel 2015 a Canossa per 180mila azioni, così come a Brescello 243mila azioni e Luzzara per 367mila azioni.
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