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Spionaggio, il dirigente condannato farà appello

Spionaggio, il dirigente condannato farà appello

CASTELNOVO SOTTO. «Ma quale spionaggio industriale. Nessuno ruba ciò di cui è già in possesso. Faremo subito appello». L’avvocato Nino Ruffini, difensore di Marco Manghi, ex dipendente della Motor...

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CASTELNOVO SOTTO. «Ma quale spionaggio industriale. Nessuno ruba ciò di cui è già in possesso. Faremo subito appello». L’avvocato Nino Ruffini, difensore di Marco Manghi, ex dipendente della Motor Power Company di Castelnovo condannato a otto mesi, non ci sta. «Il mio assistito disponeva del patrimonio tecnologico aziendale perché ha contribuito a costituirlo ed era di fatto l’anima di questa azienda». Manghi faceva parte delle dieci persone che lavoravano nell’azienda all’atto della costituzione nel 1989. In questi anni, durante i quali l’impresa è arrivata a contare 100 dipendenti, ha occupato vari ruoli dirigenziali, pur avendo un inquadramento da impiegato. «Il mio assistito nel dicembre scorso ha vinto una causa di lavoro ed è stato riconosciuto che ha diritto a un risarcimento perché in questi anni ha svolto attività di dirigente senza adeguato compenso».

I guai di Manghi sono iniziati dopo che nell’aprile 2011 lasciò l’azienda. A giugno tornò alla Motor Power Company per salutare i colleghi, portandosi dietro il suo computer. In quella circostanza gli venne chiesto di mostrare il contenuto del computer, che l’uomo non ebbe problemi a mostrare. A seguito di quell’episodio venne denunciato per accesso abusivo al sistema informatico, furto e rivelazione di segreti scientifici e industriali.

«Forti anche della sentenza civile - conclude l’avvocato Ruffini - che dimostra come il mio assistito fosse di fatto un alter ego del titolare, appelleremo questa condanna».

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