Gazzetta di Reggio

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«Abbiamo noi alcuni beni di Agazzani»

di Jacopo Della Porta
«Abbiamo noi alcuni beni di Agazzani»

Gli amici si fanno avanti dopo l’appello del pm Pantani. Mille cd di musica classica sono andati all’istituto Achille Peri

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REGGIO EMILIA. Da ieri il telefono della procura continua a squillare. Sono amici di Alberto Agazzani che fanno presente di avere beni appartenuti al critico d'arte scomparso il 16 novembre scorso. Dopo l'appello lanciato dal pm Maria Rita Pantani alcune persone entrate in possesso in buona fede di vari oggetti di Alberto, successivamente alla pubblicazione del contestato testamento che ha nominato l’amico Marco Lusetti unico erede, lo stanno segnalando.

Sono saltati fuori anche gli orologi che un’amica aveva detto di sapere essere in casa di Agazzani ma che non rientravano tra le cose sequestrate dalla polizia giudiziaria martedì nel domicilio reggiano di Marco Lusetti.

Tra chi si è fatto avanti c’è anche l’istituto Achille Peri, che ha ricevuto in dono mille cd di musica classica e alcuni libretti d’opera che appartenevano al vulcanico critico d’arte. Dopo la morte di Agazzani il professor Renato Negri aveva lanciato l’idea di costituire un fondo al Peri con la collezione di cd del critico d’arte. «Ai primi di gennaio Lusetti, impegnato a liberare l’appartamento del defunto, mi ha chiamato e li ha donati all’istituto con un atto scritto. Appena abbiamo appreso dell’inchiesta sull’eredità abbiamo informato chi di dovere. Comunque chiunque sia il vero erede rinnovo l’appello alla donazione in memoria del critico d’arte. Sarebbe un bel modo di ricordarlo».

La procura intanto sta lavorando anche per fare chiarezza sul secondo testamento, quello che molti ritengono Agazzani avesse scritto prima di morire e che qualcuno dice di avere anche visto in una busta gialla nella casa di via Farini. La polizia giudiziaria sta inventariando quanto è stato sequestrato per vedere se c'è anche questo documento con le ultime volontà del critico d’arte, ma al momento non è stato trovato.

Per ora l’unico documento saltato fuori è quello portato al notaio da Lusetti, che ieri ha tenuto a precisare che l’atto pubblicato è assolutamente autentico e rispecchia le ultime volontà del defunto. L’ex vicesindaco di Guastalla era amico da tempo di Agazzani ed è tra quelli che gli sono stati al fianco dopo il grave incidente stradale di luglio.

Per la procura quel testamento però è falso: una convinzione confortata da una perizia grafologica. Questa circostanza sarà però chiarita con certezza solo dall’incidente probatorio, richiesto dalla Pantani, nel quale un perito del gip e i consulenti di parte potranno confrontarsi.

Gli amici ribadiscono una cosa: Agazzani non ha lasciato una grande eredità materiale, dunque non ha senso immaginare alcuna guerra per spartirsela. Tra i beni sequestri su ordine del gip ci sono tanti quadri, tantissimi cataloghi e libri d'arte e numerosi capi d'abbigliamento che facevano parte del guardaroba di quello che era un uomo elegantissimo (pellicce, cappelli, pipe, cravatte...)

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