Centro storico, nel mirino i permessi ztl
Ecco le novità allo studio per ridurre l’ingresso delle auto. In arrivo tagliandi a costo variabile sulla base delle fasce orarie
REGGIO EMILIA. Le parole d’ordine che si pronunciano in queste ore in municipio sono soprattutto semplificazione, riduzione e flessibilità. Ma la rivoluzione che verrà annunciata a breve, destinata a rendere a tutti gli effetti pedonale una buona fetta dell’esagono, comporterà di fatto come conseguenza un sostanziale giro di vite fra i permessi ztl, con l’obiettivo di liberare il più possibile dalle auto il futuro centro storico pedonalizzato. Un obiettivo che verrà perseguito comunque non prima di un lungo confronto con le associazioni di categoria e i soggetti interessanti, che si concentrerà su due differenti tipologie di interventi: da un lato mirando a sfoltire in maniera “strutturale” il numero di targhe che hanno facoltà di accesso, da un altro lato cercando di convogliare per determinate categorie il maggior numero di ingressi possibili su specifiche fasce orarie, concentrandoli soprattutto nelle ore in cui intralceranno meno i pedoni.
Uno su sette ce la fa. Residenti, “garage”, servizi di pubblica utilità. E poi trasporto merci, disabili e veicoli a impatto zero. Sono cinque le categorie di permessi per accedere in ztl, articolate in ventiquattro tipologie, per autorizzazioni che riguardano solo il transito o il transito più la sosta. Secondo recenti stime del Comune, le targhe associate ai permessi raggiungono quota 63 mila. In pratica, più di un veicolo su sette che circola nella nostra provincia può entrare nella zona ztl del capoluogo, considerando che su dati Aci 2014 il totale dei mezzi circolanti in provincia è pari a circa 457 mila veicoli (contando nel novero anche rimorchi, trattori, autocarri e autobus). Nel dettaglio, fra i veicoli autorizzati alla circolazione in ztl, circa 5.500 sono di residenti (su una popolazione della città storica che si aggira sui 25 mila residenti), settemila per disabili, un migliaio tra giornalisti e medici per servizi di pubblica utilità, 3.800 per operatori. I permessi temporanei sono circa 26 mila. Ed è a questa giungla di tagliandi che si cercherà di mettere un freno.
Nuove logiche. Cambiare le regole. È questo il senso delle misure allo studio del Comune, che non punteranno tanto a ridurre il numero di tipologie di permessi, quanto a modificare le modalità di assegnazione. Un esempio? I permessi legati ad aziende, attualmente, consentono un “tagliando” per ragione sociale, con la possibilità di estendere la facoltà di ingresso a quattro targhe associate ad altrettanti veicoli commerciali. Una situazione destinata a cambiare, associando ad ogni veicolo un solo permesso, con lo scopo di ridurre le targhe a cui sarà consentito l’accesso. Per quattro veicoli, quindi, serviranno quattro tagliandi. Non solo. In vista di un rafforzamento dell’area pedonalizzata, si stanno studiando orari rigorosi per le attività di carico e scarico, con permessi a costo variabile proprio in funzione delle fasce orarie necessarie per l’ingresso. I costi di ogni singolo permesso, ovviamente, saranno tanto più alti quanto più l’ingresso del veicolo inciderà con un impatto negativo sull’opera di pedonalizzazione. In funzione di questa soluzione, dal Comune stanno già predisponendo un monitoraggio degli accessi.
Stretta sui temporanei. È qui che potrebbero esserci le maggiori novità. L’intento, infatti, è quello di cercare di incentivare i permessi “brevi” rispetto a quelli a medio periodo. Fra i permessi temporanei, attualmente ci sono tagliandi mensili e giornalieri. Proprio questi ultimi saranno quelli più incentivati. Il motivo? Chi ha un permesso valido per un mese può entrare in centro anche quando non strettamente necessario. Una pratica che in Comune intendono in qualche modo arginare, favorendo invece gli ingressi di coloro che hanno necessità limitate nel tempo.
Ma i pilomat? Se la giungla di permessi sembra destinata ad avere una bella sforbiciata, per rendere a tutti gli effetti pedonali intere aree del centro scenderanno in campo nuovi pilomat. È questa la vera soluzione su cui sta puntando il Comune per rendere il centro libero dalle auto. Avere il permesso per la ztl, infatti, non equivarrà ad avere il pass per il pilomat. E in questa condizione si troveranno tutti coloro che hanno ora un tagliando, compresi i disabili non residenti. In pratica, in determinate aree del centro potranno entrare solo i possessori di entrambi i permessi. Per gli addetti al carico e scarico delle merci, invece, gli accessi dovrebbero essere regolamentati “automaticamente”: ad orari stabiliti il pilomat si abbasserà ed alzerà in automatico, impedendo così l’ingresso e l’uscita fuori dagli orari consentiti. Chi non riuscirà a farcela, dovrà chiamare la municipale. E in quel caso sarà difficile evitare una multa. Appare certo che da questo provvedimento, comunque saranno escluse le parti meno centrali dell'esagono (corso Garibaldi, viale Montegrappa, via Roma o via Monte San Michele), considerate dei corridoi di viabilità in ingresso ed in uscita, oltre che per la sosta dei residenti. Ai vigili urbani, invece, il compito di vigilare sui furbetti dei tagliandi.
C’è da spostare una macchina. Ma se le auto non potranno entrare in centro, dove lasciarle? All’orizzonte, non sembra in programma la realizzazione di nuovi posti auto. E se la liberazione del centro dalle auto ha lo scopo di “facilitare” il parcheggio ai residenti (attualmente sono 1.400 gli stalli presenti in centro), tutti coloro che non potranno godere di un permesso dovranno lasciare le loro vetture nei settemila posti settemila posti auto che si trovano intorno ai viali.
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