Due spari contro un’officina, è mistero
L’episodio a Novi di Modena. Ancora sconvolto il titolare Claudio Redeghieri di Rolo: «Non so perché, ora ho paura»
ROLO. Inquietante episodio, martedì, alla “Car Bike” di Claudio Redeghieri, meccanico 52enne residente a Rolo. Ignoti, a bordo di una Renault Megane di colore grigio, dopo essere entrati nel parcheggio davanti alla sua officina di Novi (Modena) hanno sparato contro le vetrate ad altezza uomo. Poi sgommando sono fuggiti verso Carpi. Il proprietario, che si trovava all’interno con un cliente, per ripararsi dai colpi si è gettato sotto una scrivania.
Sulle vetrate antisfondamento sono rimasti due fori, provocati dai proiettili di cui uno ha centrato una paratia in plexiglass mentre l’altro si è conficcato nel muro interno. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Novi e di Carpi che hanno aperto un’indagine.
A distanza di 48 ore dalla sparatoria Claudio Redeghieri è ancora sconvolto e non sa darsi una spiegazione su chi possa avercela con lui.
«Erano esattamente le 20.04 – racconta il meccanico – Al primo colpo ho gridato al cliente che era con me “Buttati giù! Sparano!” Ho visto chiaramente, al secondo colpo, la fiammata uscita da un’arma. Non ho capito bene se era una pistola o un fucile. Sta di fatto che hanno sparato ad altezza d’uomo e avrebbero potuto uccidere. Pochi minuti prima degli spari erano venuti due ragazzi a vedere delle moto che avevo in vetrina. Se fossero stati ancora lì sarebbero stati ammazzati».
Claudio Redeghieri svolge la sua professione da 14 anni. Dall’ottobre 2014 ha aperto l'officina a Novi di Modena, sulla strada provinciale al civico 61. Prima di trasferirsi nel capannone, dove c’era una rivendita di auto, il meccanico aveva un'officina a Rolo che gestiva insieme ad alcuni soci.
«L’unico timore che avevo era quello di essere visitato da ladri. Non ho mai ricevuto minacce né subìto estorsioni. Sono una persona tranquilla con una bella famiglia. Non ho mai avuto storie né grilli per la testa. Ma questa vicenda mi ha fatto perdere il sonno. Ho paura e non riesco più a concentrarmi sul lavoro. Il mio cruccio è che non so il perché di questo atto che considero intimidatorio. Non ho nemici. Lavoro dalla mattina alla sera. A volte, per finire, resto in officina anche fino a mezzanotte, all’una e tengo sempre la porta aperta. Da quando è successo il fatto, alle 8 di sera, chiudo tutto e torno a casa. Non posso fare a meno di guardarmi attorno, quando vado via. Ho sempre davanti agli occhi la scena terribile degli spari».
Sul fronte delle indagini, al momento non ci sono novità. I proiettili sono stati recuperati dagli investigatori per essere sottoposti ad accurati esami balistici che dovranno verificare se sono stati sparati da armi da fuoco usate in altri episodi malavitosi.
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