All'appuntamento con il truffatore si presenta il maresciallo
Arrestato un camionista di Correggio che aveva appena caricato merce per quindicimila euro
SAN POLO Si è presentato a caricare la merce che intendeva prendere senza poi pagarla ma all'appuntamento ha trovato il maresciallo dei carabinieri che l'ha arrestato. E' finita in questo modo l'avventura di un quarantenne di Correggio che, insieme ad altri, aveva tentato una truffa da quindicimila euro ai danni di un'azienda di San Polo.
La truffa consisteva in questo: il quarantenne aveva telefonato alla ditta di San Polo ordinando 590 gabbioni metallici, merce appunto del valore di quindicimila euro. Non aveva però fornito il proprio vero nome, ma aveva speso quello di un'azienda edile di Sassuolo.
La primi ad insospettirsi è stata l'impiegata dall'azienda di San Polo che ha contattato l'impresa edile (realmente esistente) di Sassuolo. Nel Modenese sono caduti dalle nuvole, nessun ordine era mai partito da lì. E' stato così che i titolari delle due aziende si sono presentati dai carabinieri di San Polo per spiegare cosa stava accadendo. Ai i truffatori è stata tesa una trappola.
Verso le 17.30 nell'azienda di San Polo si è presentato un camionista che però non riusciva a caricare la merce perché questa aveva un peso troppo elevato rispetto al camion a disposizione. A questo punto i carabinieri lo hanno fermato (si tratta di un 62enne di Modena) e l'hanno portato in caserma.
A quel punto i complici hanno contattato questo primo camionista del quale avevano perso le tracce. Ha risposto il maresciallo dei carabinieri che, spacciandosi per un addetto della ditta di San Polo e dicendo che il camionista aveva dimenticato il cellulare negli uffici, spiegava il problema del camion troppo piccolo.
A quel punto il truffatore (che poi si è rivelato essere il quarantenne di Correggio) assicurava che presto sarebbe arrivato lui con un camion più grosso. E così è stato. Solo che a carico completato, da pagarsi con ricevute bancarie a 30 e 60 giorni, all'uscita dall'azienda è stato fermato dai carabinieri che l'hanno arrestato per truffa.
Si ritiene però che non fosse lui la mente dell'organizzazione e adesso i carabinieri stanno indagando per identificare il capo. Tutti dovranno rispondere anche di sostituzione di persone per avere speso il nome dell'azienda di Sassuolo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
