Colpo grosso al caseificio di Cortogno
Casina: i ladri rubano 152 forme al “San Giorgio”, dove si produce il Parmigiano Reggiano con il nuovo brand “Montagna”
CASINA. Un furto grave, per molti aspetti: perché le 152 forme di Parmigiano Reggiano stagionato sottratte nella notte tra giovedì e venerdì alla Latteria San Giorgio di Cortogno colpiscono una realtà profondamente radicata sul territorio ma di dimensioni contenute, per cui assorbire il colpo sarà molto difficile; perché è l’ennesimo colpo di questo tipo in provincia (12 solo dallo scorso novembre) con un comparto già in difficoltà che non può permettersi a lungo “emorragie” di incassi viste le ultime quotazioni del Re dei formaggi. In questo caso poi si aggiunge il fatto che questo furto arriva a spezzare un progetto innovativo ed importante, per il quale quella di Cortogno era una esperienza-pilota, con la speranza di ridare ossigeno ad una attività che, specie in montagna, ha una valenza non solo economica ma anche sociale fondamentale.
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Quelle rubate a Cortogno infatti erano le prime forme, pronte per la commercializzazione, di Parmigiano Reggiano certificato “Prodotto di Montagna” dal Consorzio, un traguardo a cui la latteria stava lavorando da tre anni. Lo spiega il Presidente della Latteria, Marcello Chiesi: «Per noi era davvero un progetto importantissimo, una sperimentazione a cui lavoravamo da anni, quel formaggio era il nostro orgoglio, il primo pronto per la vendita. Tra l’altro questo formaggio non ha ancora simboli o loghi particolari identificativi particolari, il che avrebbe potuto facilitare il rinvenimento delle forme rubate. Ma per noi resta un progetto troppo importante, per cui anche se sarà molto difficile, non possiamo che rialzarci e andare avanti: siamo una realtà con molti soci giovani, che hanno puntato sulla valorizzazione di questa eccellenza del territorio, vogliamo continuare a crederci».
Chiesi racconta poi come ieri mattina è stato scoperto il furto: «Quando è arrivato il casaro, alle 4.30, abbiamo capito subito che c’era qualcosa che non andava. Al piano inferiore della sede, dove si trova il magazzino, è possibile accedere soltanto tramite un ascensore, ed era stato manomesso, tanto che abbiamo dovuto chiamare i tecnici. Siamo riusciti ad entrare nel locale solo alle 7: i ladri svevano bloccato l’ascensore sul piano basso, in modo che non potesse risalire, avevano prelevato le 152 forme, lasciando circa 500 altre forme che erano già sui bancali ma erano di formaggio fresco, perché dovevano essere trasportate al magazzino di stagionatura, ed erano usciti con il formaggio stagionato, quello di maggior valore, usando un nostro muletto, al quale hanno manomesso il cicalino di sicurezza che emette il caratteristico suono quando si fa retromarcia».
Non un colpo “mordi e fuggi” dunque, ma portato da qualcuno di esperto.
«Secondo me – aggiunge il vice presidente della latteria, Sante Camorani – era qualcuno che qui c’era già venuto, sapeva troppe cose». Sull’episodio hanno immediatamente avviato le indagini i Carabinieri della Compagnia di Castelnovo Monti. Ieri mattina sul posto è giunto anche il Comandante della Compagnia, Capitano Dario Campanella. Anche l’amministrazione comunale ha voluto portare la propria solidarietà alla latteria di Cortogno, orgoglio del territorio e realtà produttiva fondamentale, con il vice sindaco Silvano Domenichini, la cui famiglia proviene proprio dal paese della val Tassobbio. (l.t.)
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