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LICEO ZANELLI

A colloquio con Marie, strappata alla famiglia

PRAGA. Per conoscere Lidice, niente può aiutare come conoscere i pochi superstiti. Diverse classi reggiane hanno incontrato una di quelle bimbe, Marie Šupíková. Lei, affidata a una famiglia tedesca,...

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PRAGA. Per conoscere Lidice, niente può aiutare come conoscere i pochi superstiti. Diverse classi reggiane hanno incontrato una di quelle bimbe, Marie Šupíková. Lei, affidata a una famiglia tedesca, il padre ucciso, la madre deportata e tornata a casa con una tubercolosi che l'ha uccisa in pochi mesi. Marie è stata ritrovata e strappata alla sua nuova famiglia, a cui era ormai legata, e riportata di fronte a una mamma con cui non riusciva a comunicare: la donna parlava solo ceco, la bimba ormai era abituata a esprimersi solo in tedesco. Un dialogo penosissimo, concluso con la morte e l'adozione da parte della zia che aveva perso a propria volta tre figli. La Supíková, nelle sue testimonianze, ha fatto breccia nei viaggiatori reggiani: «Mi ha colpito il suo racconto, tornando a Lidice non riusciva più a comunicare con la madre a causa della rimozione della memoria, anche della lingua madre. È incredibile come in un anno a una persona possa essere strappata l'origine e la lingua. In un secondo si è trovata a perdere tutto, la vita normale si è interrotta da un momento all'altro», scrivono i ragazzi della quarta D del liceo scientifico dello Zanelli. La donna non ha risparmiato nulla, nemmeno la descrizione della sua "valutazione": solo le bimbe ariane sarebbero state adottate. L'ennesima dimostrazione «dell'assenza delle motivazioni da parte delle SS. Una violenza ulteriore si è manifestata nell'istituto quando c'è stata la selezione dei bambini di Lidice in base al colore di occhi e capelli. Mi ha colpito la gerarchia razziale basata sul solo aspetto fisico, senza alcun fondamento scientifico», spiega un ragazzo dello Zanelli.

Oggi Marie è tornata a vivere a Lidice, nel nuovo insediamento. Quello originale non esiste più, letteralmente: «L'uomo aveva impiegato tanto tempo a costruire la città e in così poco tempo è stata distrutta. La stessa cosa è stata fatta con le vite umane. Un genitore spende la vita per il figlio e in un secondo questa gli viene tolta». (adr.ar.)

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