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Case “segnate”, furto sventato

Case “segnate”, furto sventato

Segnalato ai carabinieri un triangolo disegnato su un citofono a Gavasseto: significa “donna sola”

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REGGIO EMILIA. Strani “segni” vicino ai campanelli, sui citofoni o sulle cassette della posta sono apparsi o meglio riapparsi nei giorni scorsi in alcune abitazioni di Reggio Emilia.

In particolare, un cittadino ha chiamato il 112 per avvisare della condotta di una donna che aveva “segnato” un citofono e scattato alcune foto di una casa abitata da un’anziana a Gavasseto. L’immediata verifica di una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Radiomobile ha consentito di appurare che il triangolo disegnato nel citofono era un segno per indicare “casa abitata da donna sola”, cosa peraltro corrispondente al vero.

I carabinieri sabato sera, intorno alle 20, si sono portati sul posto e hanno avuto la conferma di quanto raccontato al telefono dal cittadino di Gavaseto che aveva lanciato da subito l’allarme. Dopo avere provveduto a cancellare il triangolo disegnato nel citofono, ricondotto proprio a un “segno” convenzionale dei ladri per indicare “casa abitata da donna sola”, i carabinieri hanno avviato un’immediata attività di ricognizione della zona e del capoluogo allo scopo di verificare la presenza di altri segni e quindi di aree potenzialmente esposte ai raid furtivi.

Nell’occasione i carabinieri invitano ancora una volta i cittadini a chiamare il 112 dei carabinieri qualora in maniera autonoma rilevino dei segni sospetti come avvenuto a Gavasseto dove grazie alla collaborazione di un cittadino probabilmente è stato sventato un colpo ai danni di un’anziana.

Una "x" sta a significare che quello è un "buon obiettivo", mentre quattro piccoli cerchi vogliono dire qualcosa di ancor meglio: che quella casa è "molto buona" da derubare. Invece, una scala coricata significa che in quell'abitazione è presente un cane. Sono veri e propri ideogrammi quelli che lasciano i ladri sulle abitazioni "perlustrate" o da perlustrare. Sono messaggi in codice che le bande in azione si lasciano spesso accanto a citofoni e campanelli o sulle cassette della posta.

Una comunicazione per “addetti ai lavori”, capace di guidare le aspirazioni della banda di turno.

L'esistenza di questo alfabeto dei furti non è una novità ma non per questo è il caso di abbassare la guardia. Infatti, ai carabinieri del comando provinciale è giunta la notizia che questi simboli sono tornati a comparire in diverse abitazioni della città e dell’intera provincia. E i controlli lo hanno d’altra parte confermato.

Un vero e proprio vademecum contenente la legenda completa dei simboli e i consigli su come comportarsi è stato distribuito a suo tempo in tutte le stazioni dei carabinieri di Reggio e provincia, grazie alla campagna “Aiutaci ad aiutarti”. Vale in ogni caso la pena di controllare se anche la propria casa è stata “segnata”. Nel caso, è necessario avvertire il 112 e informare immediatamente i carabinieri. E, naturalmente, tenere sempre gli occhi ben aperti.

Perché, come è accaduto in questi giorni a Gavasseto, la prontezza di un cittadino che dopo avere assistito a movimenti sospetti ha immediatamente chiamato le forze dell’ordine, ha fatto in modo che la casa di quell’anziana fosse preservata da un furto praticamente annunciato attraverso un preciso e codificabile segnale.

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