Furto all'ospedale di Guastalla, rubati tutti gli strumenti dell'Endoscopia
Spariti apparecchi (molti dei quali donati da cittadini e associazioni di volontariato) per un valore stimato di 400 mila euro. Il colpo scoperto ieri alle 7.30: annullate molte visite, altri pazienti dirottati al San Sebastiano di Correggio
GUASTALLA. Un furto clamoroso, che ha messo in ginocchio l’attività di un reparto intero, si è verificato tra sabato e domenica all’ospedale civile di Guastalla, ma è stato scoperto soltanto ieri mattina, alla riapertura dei Poliambulatori e dell’Endoscopia digestiva.
Tra sabato pomeriggio e ieri mattina, ma si presume che il colpo possa essere avvenuto nella notte fra sabato e domenica, una banda specializzata in furti su commissione è entrata da una porta sul retro della radiologia e, dopo aver raggiunto l’obiettivo, ha rubato tutte le attrezzature dell’endoscopia, paralizzando l’attività dell’intero reparto e causando un danno stimato sui 400 mila euro.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13024505:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/02/25/news/colpo-su-commissione-da-500-mila-euro-anche-all-endoscopia-digestiva-di-verona-1.13024505]]
La banda, infatti, ha “ripulito” ogni stanza, arraffando una decina di apparecchi endoscopici molto costosi, utilizzati per le gastroscopie, le colonscopie e altri esami, e tutti gli strumenti per farli funzionare, alcuni dei quali donati all’ospedale da associazioni di volontariato o cittadini.
In pratica, un furto mai visto prima – nonostante le numerose incursioni dei ladri che si verificano spesso – che ha “azzerato” l’Endoscopia dell’ospedale di Guastalla al punto che ieri mattina alle 7.30, quando all’apertura del reparto è stato scoperto il furto, è stato necessario annullare le visite o trasferire all’ospedale di Correggio i pazienti che dovevano essere sottoposti a un esame. Oggi, invece, l’attività dovrebbe riprendere, grazie a strumenti che verranno trasferiti a Guastalla dagli altri ospedali reggiani.
All’ospedale sono subito arrivati i carabinieri e, per i rilievi scientifici, sono intervenuti anche gli esperti del Ris di Parma, che hanno individuato impronte digitali che potrebbero appartenere ai ladri. Il reparto, purtroppo, non è dotato di telecamere di vidosorveglianza e, da questo punto di vista, non potranno arrivare aiuti agli investigatori. Per fuggire, i ladri hanno forzato le porte d’emergenza sul retro.
Pare che sabato sera, poco dopo mezzanotte, sia stato chiesto l’intervento di un vigilante e di un manutentore, per una porta aperta: si trattava di una serratura manomessa, che è stata subito riparata. Ma nessuno, in quel momento, si è accorto del clamoroso furto.
Secondo gli investigatori, è probabile che i macchinari rubati – di uso quotidiano e molti dei quali piuttosto vetusti – possano essere venduti all’estero a cifre modiche (1.500/2.000 euro contro i 25 mila che servono per acquistarli nuovi), in qualche clinica dell’Est europeo, dove c’è grande bisogno di macchinari di questo tipo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
