Jacopo stroncato dalla malattia a 27 anni
Reggiolo, la madre: «Paralisi cerebrale da neonato e tanta sofferenza, ma aveva una grande voglia di vivere». Oggi l’addio
REGGIOLO. È scomparso a soli 27 anni, stroncato da una malattia contro la quale aveva lottato con tutte le sue forze fino a quando, negli ultimi mesi, la situazione si era fatta via via sempre più complicata, fino ad arrivare al tragico epilogo.
Si è spento così Jacopo Dondi, ricoverato da alcuni mesi fra gli ospedali di Guastalla e Correggio, a causa dell’aggravarsi della sua malattia, che lo costringeva su una sedia a rotelle. Tutta la famiglia lo veglia alla camera ardente dell’ospedale San Sebastiano di Correggio, da dove questa mattina alle 9.30 partiranno i funerali, a cura dell’agenzia Marco Melli, per raggiungere piazza Martiri di Reggiolo.
Tutto il paese piange il giovane e si stringe intorno alla famiglia in cui si è verificata questa tragedia: la mamma, Carla Volta, è educatrice all’asilo nido di Reggiolo; il papà attualmente è in pensione.
Il giovane, oltre ai genitori, lascia un fratello più piccolo, di 17 anni, che frequenta la quarta del liceo linguistico Manzoni di Suzzara, nel Mantovano.
«Jacopo aveva una grande voglia di farcela, una grande voglia di vivere», racconta la mamma del 27enne, Carla Volta, mentre saluta le tantissime persone accorse alla camera ardente per rendere omaggio al ragazzo e alla sua famiglia che lo ha amato moltissimo e vegliato fino all’ultimo.
Messaggi che si uniscono alle tante attestazioni di affetto giunte all’abitazione dei Dondi, a Brugneto di Reggiolo.
«Quando, nel novembre scorso, hanno ricoverato Jacopo, stando ogni giorno sempre ferma al suo capezzale nella stanza di rianimazione, ho veramente capito come la vita di ognuno d noi sia appesa a un filo sottilissimo e di come ogni cosa diventi improvvisamente superflua e diventi importante, invece, riuscire a vivere», continua mamma Carla.
«Jacopo – riprende la donna – è nato sano. Poi, al ventesimo giorno di vita, ha avuto una paralisi cerebrale. Le sue condizioni si sono aggravate sempre più. La sua vita è sempre stata piena di sofferenza. Una volta stavo compilando le domande per andare al centro onlus “La lega del filo d’oro”. L’avevamo iscritto per valutare se fosse possibile fargli raggiungere qualche miglioramento. In quella occasione mi hanno chiesto di accostare una parola a Jacopo: io ho messo sofferenza, per tutti i problemi che ha dovuto affrontare».
Ma di Jacopo, che ha frequentato il nido a Campagnola, la scuola materna a Reggiolo, la Casa del Sole di San Silvestro, nel Mantovano, e il centro diurno Sartoretti di Reggiolo, rimarranno impresse tante qualità bellissime alla sua famiglia e agli amici.
«Il suo sorriso e l’espressione degli occhi brillavano come degli zaffiri – afferme la zia di Jacopo, Enrica Dondi –. Ho tanti ricordi con lui. Soprattutto durante la sua infanzia, quando ancora c’erano speranza che la sua vita potesse essere diversa. Ricordo di una vacanza trascorsa insieme a Rimini. Ho una foto di lui su un cavallino in sala giochi. Vedendolo lì, in quella posa, non dava l’idea che potesse avere tutti quei problemi: era felice».
Tantissimi i messaggi di affetto che gli amici riversano in queste ore sul profilo Facebook della mamma di Jacopo. Frasi che ricordano il lungo percorso di sofferenze che ha dovuto affrontare il giovane, ma anche la forza della famiglia nel perseverare accanto a lui, senza abbandonarlo in nemmeno un istante.
«Rimarrà molto di lui nelle vostre domande mute. Vi torneranno in mente i momenti più sereni, le sue piccole gioie e il vostro continuo preoccuparvi per lui», recita uno dei tanti messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia.
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