La banda del rame svuota la Cantina Sociale di San Martino in Rio
I ladri rubano cavi elettrici per un valore di 100 mila euro, la rabbia del presidente Baccarani: “Questa volta siamo disperati, paralizzato il sistema di lavorazione dell’azienda”
SAN MARTINO IN RIO. Dopo il furto subìto in novembre, quello messo a segno nella notte fra domenica e lunedì ha messo davvero in crisi la Cantina Sociale di San Martino in Rio. «Questa volta siamo disperati – spiega avvilito il presidente Roberto Baccarani – perché, oltre agli ingenti danni economici, avendoci rubato i cavi elettrici hanno paralizzato l’intero sistema di lavorazione della nostra azienda».
La cantina di San Martino, una delle più importanti strutture del comparto a livello provinciale, è recentemente stata oggetto di importanti opere di ampliamento ed ammodernamento con ingenti investimenti economici. «I danni provocati – prosegue il presidente – sono sicuramente prossimi ai 100mila euro e consistono prevalentemente nell’asportazione di cavi elettrici e fili di rame». Anche l’impresa che ha realizzato i lavori è disperata, visto che per avere un reale quadro dei danni – provocati dal taglio e sfilamento di una miriade di linee elettriche dedicate a funzioni e macchinari anche molto particolari, con automatismi e sicurezze – è necessario rimettere mano a tutto quello che è appena completato.
«La situazione è gravissima e molto preoccupante – continua Baccarani – e non oso immaginare cosa avrebbe comportato un simile intervento se si fosse verificato in pieno periodo di vendemmia o di lavorazione, con la cantina paralizzata per giorni nel momento cruciale della propria attività». Al momento quello che si sa è che i malviventi sono entrati dall’ingresso più visibile e frequentato di via Roma e hanno potuto muoversi nell’area cortiliva in assenza di un allarme perimetrale che in una struttura del genere è veramente complesso da inserire.
«Adesso dovremo organizzarci anche da questo punto di vista – afferma amareggiato il presidente – anche se fino ad oggi la nostra struttura non aveva mai subìto furti». I ladri hanno operato all’esterno dei locali chiusi asportando il materiale elettrico dai macchinari sotto le tettoie, senza entrare nei fabbricati. Da una prima ricostruzione dei fatti i carabinieri sospettano che i ladri siano entrati a piedi e abbiano iniziato a sfilare cavi e fili preparando il bottino senza dare troppo nell’occhio. Dopo il passaggio della vigilanza hanno fatto entrare il furgone caricando il tutto velocemente.
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