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'Ndrangheta, la mappa dei cantieri a Reggio Emilia degli imputati di Aemilia

'Ndrangheta, la mappa dei cantieri a Reggio Emilia degli imputati di Aemilia

Il Movimento 5 stelle ha messo online la cartina con i vari cantieri di Antonio Gualtieri e Francesco Macrì. Fari puntati anche sulle cooperative

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REGGIO EMILIA  Una mappa interattiva di tutti i cantieri edili realizzati in passato nel comune di Reggio
Emilia dalle ditte di Antonio Gualtieri e Francesco Marcrì, imprenditori poi coinvolti nell'inchiesta Aemilia. E' la nuova azione del Movimento 5 stelle reggiano sul tema delle infiltrazioni di 'ndrangheta che segue la «notte della trasparenza» sugli appalti, le richieste di convocare la commissione legalità del comune, che a detta dei grillini avrebbe dovuto vigilare sugli appalti stessi e le polemiche sulla casa del sindaco Luca Vecchi, comprata dallo stesso Macrì.

La mappa, disponibile all'indirizzo, «verrà aggiornata giorno dopo giorno», promette il capogruppo del Movimento 5 stelle in Sala del Tricolore Norberto Vaccari, secondo cui bisogna «fare luce sulla "terra di mezzo" che ha portato il mondo cooperativo a cedere terreni e subappalti a imprese poi risultate colluse».

L'iniziativa dei pentastellati raccoglie inoltre l'appello lanciato dal sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, che in tema di infiltrazioni ha invitato a fare verifiche anche sul catasto. Pertanto, prosegue Vaccari, «in attesa che la commissione legalità del comune svolga il compito assegnatole con tanto di votazione del 16 febbraio 2015, il Movimento 5 stelle ha iniziato a svolgere e catalogare gli accessi agli atti anche sulle delocalizzazioni e inizierà ad esplorare i passaggi di proprietà di terreni dalle cooperative a ditte private locali e non».

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Inoltre, conclude il capogruppo, il M5s «chiede di far luce sul sistema di subappalti dalle coop ad altre ditte non locali, molte volte nate con il solo scopo di realizzare l'opera magari con un prestanome».

LA REPLICA DEL COMUNE  L'amministrazione di Reggio stronca la mappa precisando infatti che «gli interventi edilizi da lui citati risalgono ad un arco temporale di molto antecedente l'inchiesta Aemilia, precisamente dal 1997 al 2012. Non era dunque nelle facoltà dell'amministrazione comunale la possibilità di conoscere e quindi anticipare un'indagine, i cui esisti sono stati resi noti dall'autorità competente nel 2015». Si ribadisce pertanto che «l'amministrazione comunale nell'iter autorizzativo ha agito in conformità alle normative vigenti»

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