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Rinnovato il “parlamentino” di Largo Gerra

REGGIO EMILIA. L’assemblea congressuale quadriennale di Confcooperative, che ha chiamato Matteo Caramaschi alla presidenza dell’organizzazione, ha proceduto anche al rinnovo del Consiglio provinciale,...

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REGGIO EMILIA. L’assemblea congressuale quadriennale di Confcooperative, che ha chiamato Matteo Caramaschi alla presidenza dell’organizzazione, ha proceduto anche al rinnovo del Consiglio provinciale, il “parlamentino” della centrale cooperativa di Largo Gerra, composto da 60 membri. Nella sua prima riunione l’organismo procederà alla elezione dei vicepresidenti dell’organizzazione, completando così un Consiglio di presidenza di cui fanno parte, di diritto, il presidente, i vicepresidenti e i presidenti dei settori nei quali si articola Confcooperative. Il nuovo Consiglio provinciale è composto da Michela Aguzzoli, Giuseppe Alai, Monica Aldini, Roberto Baccarani, Andrea Bagnacani, Miles Barbieri, Mirella Battistoni, Davide Bedogni, Roberto Bellesia, Gino Belli, Angela Bertazzoni, Alessandro Bezzi, Erman Bolzoni, Enea Burani, Ivano Caffagni, Gian Battista Castagnetti, Marcello Chiesi, Luigi Codeluppi, Emma Davoli, Luca Dosi, Patrizia Fantuzzi, Erika Farina, Romano Fieni, Marco Fontanesi, Davide Frascari, Domenico Gariselli, Paolo Giovanetti, Paolo Gozzi, Euro Grassi, Roberta Grassi, Francesco Gregori, Francesco Gregorin, Matteo Iori, Roberto Lanzoni, Marina Liguori, Franca Mallica, Ramona Malvolti, Valerio Maramotti, Davide Mauta, Alberto Olmi, Fabrizio Ospizi, Pierantonio Pelosi, Anna Piacentini, Mauro Ponzi, Fiorenzo Prati, Francesco Provinzano, Giordano Rodolfi, Giuseppe Ruggi, Roberto Salsi, Cecilia Saltarello, Gabriele Santi, Erika Sartori, Giovanni Sorrivi, Lorenzo Sossan, Stefano Spaggiari, Emilio Tognetti, Lisa Vezzani, Francesco Villani, Roberto Zanini.

Sempre sabato Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative, intervenendo all'assemblea al Centro Malaguzzi, è entrato nel merito del decreto governativo relativo alla riforma delle Banche di Credito Cooperativo, mettendo sotto accusa, in particolare, il meccanismo che consentirebbe alle Bcc con oltre 200 milioni di patrimonio di trasformarsi in Spa e, pagando una tassa del 20% sul loro ammontare, di distribuire le riserve indivisibili.

«Questi passaggi - ha detto Gardini - snaturano la cooperazione di credito, e la possibilità di distribuire le riserve è un'aberrazione, un vero scippo generazionale».

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