Accoltellamento in centro storico, cinque agenti contusi
REGGIO EMILIA. Ancora violenze nei pressi di via San Pietro Martire e corso Garibaldi: una zona che spesso richiede l’intervento delle forze dell’ordine per sedare risse e aggressioni. Stavolta il...
REGGIO EMILIA. Ancora violenze nei pressi di via San Pietro Martire e corso Garibaldi: una zona che spesso richiede l’intervento delle forze dell’ordine per sedare risse e aggressioni. Stavolta il bilancio parla di due arresti, un ferito e cinque agenti contusi.
Tutto è successo verso le 21.30 di domenica sera.
Da una prima ricostruzione della polizia, due uomini di origine tunisina probabilmente in preda ai fumi dell’alcol e di altre sostanze stupefacenti sono venuti alle mani. La discussione sarebbe stata originata da questione di soldi.
Ma quel dissidio ha rischiato di degenerare perchè uno dei due è stato ferito al collo dall’altro. Una ferita per fortuna superficiale, ma che se fosse andata più in profondità probabilmente avrebbe anche messo a repentaglio la vita dell’uomo.
Quando sul posto sono arrivati gli agenti delle Volanti, allertati da alcune chiamate arrivate al 113 da parte di presenti che si sono allarmati, nessuno dei due ne voleva sapere di calmarsi. Nemmeno il ferito, che ha iniziato ad andare in escandenza. Il bilancio della sua reazione è di cinque agenti feriti: è per lui sono scattate le manette per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Si tratta di Hassen Guibane, 27 anni.
E’ stato arrestato invece per lesioni personali aggravate Lofti Boudhya, 25enne connazionale. Rispetto alla ferita riportata dal suo rivale, si sarebbe difeso spiegando di averlo ferito semplicemente con una chiave. Una versione, però, che i medici che hanno visitato il 27enne hanno già escluso perchè incompatibile, parlando invece di una ferita da arma da taglio.
Ieri mattina, davanti al giudice Federico Ramponi, si è celebrata l’udienza di convalida dell’arresto.
Guibane, difeso dall’avvocato Marcello Fornaciari, è stato collocato agli arresto domiciliari, mentre Boudhya, difeso dall’avvocatessa Carmen Pisanello, dovrà attendere in carcere il proseguo della direttissima fissata per il prossimo 9 marzo. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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