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Costa: «Una white list che aiuti i sindaci»

Costa: «Una white list che aiuti i sindaci»

Il segretario Pd fa propria l’idea del collega Cavallaro: «Dobbiamo poter condividere le informazioni»

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REGGIO EMILIA. Una White List che aiuti i Comuni a fare muro contro le infiltrazioni della malavita nel tessuto economico.

E’ la proposta che Andrea Costa ha lanciato pubblicamente durante il dibattito che lo ha visto protagonista al circolo Arci Gardenia, assieme al sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini.

Invero, quella di Costa non è che la sintesi di un dibattito, iniziato settimane fa tra i sindaci del Pd e che ha visto tra i primi a intervenire il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro. Con un post sulla sua pagina Facebook, datato 6 febbraio, il primo cittadino di Rubiera mette in fila le idee che poi sono uscite dal dibattito tra Costa e Bini: «La 'ndrangheta è arrabbiata - scriveva Cavallaro - perché fa fatica a lavorare, adesso. Interdittive, protocolli, appalti stringenti, blocchi dei permessi di costruire si fanno sentire. Arrivano lettere dal carcere. C'è un maxiprocesso in corso. Al di là delle polemiche politiche, legittime fino a che non sono controproducenti, serve la lucidità di decidere, tutti insieme, di andare avanti e picchiare più forte contro la mafia. Non c'è da dare lezioni a nessuno. Bisogna lavorare. Perchè ci prova ancora oggi, la 'ndrangheta, a entrare nei cantieri e negli appalti. Ed è una lotta quotidiana dove nessuno deve essere lasciato solo. E' più importante fare che dire».

Da qui le proposte che il sindaco mette in fila per punti: «Un "Google" sulla 'ndrangheta emiliana». Cavallaro suggerisce di «dare mandato ad uno studio legale per creare un database di tutte le aziende e gli indagati del processo Aemilia - basato su tutti gli atti pubblici dell'inchiesta - e delle altre operazioni, da mettere a disposizione delle amministrazioni e di tutti i cittadini che vogliono fare scelte "consapevoli" nel chiamare una ditta, anche per fare il bagno di casa, anche attingendo alle whitelist». Poi, il passo successivo: Una "operazione trasparenza", guidata dai sindaci, che applichi questi dati a tutti gli atti degli ultimi decenni, per vedere se è dove c'è "qualcosa da segnalare"».

Secondo Cavallaro poi non c’è soltanto la questione contingente delle gare e degli appalti: «Particolare cura - scrive ancora l’amministratore rubierese - serve poi nel controllo di tutti i candidati delle prossime elezioni, anche attraverso un accordo tra tutte la parti politiche, sul modello della carta di Avviso Pubblico: liste pulite».

Fin qui il lodevole fai-da-te degli amministratori, che tuttavia non basta.

«Per affrontare tutto questo - ribadisce ancora Cavallaro nel suo post - serve che lo Stato rafforzi i presidi istituzionali di legalità, a Reggio Emilia: Procura, Prefettura, forze dell'ordine stanno facendo un lavoro straordinario con organico al di sotto dell'ordinario. Per proseguire con la pulizia serve tanta, tanta energia ed anche tanta gente».

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